VARESE (a. mor.) Cappa di inquinamento sulla provincia. Saronno è la città più inquinata. Ha sfiorato i 100 microgrammi di polveri sottili (Pm10) per metro cubo di aria. Segue Ferno, con 85. A Varese, invece, la situazione è migliore perché si trova più in quota.
«In questi giorni ci troviamo in presenza dell’anticiclone, che favorisce le inversioni termiche. In pratica in pianura fa più freddo che in quota e ciò contribuisce a intrappolare le sostanze inquinanti all’altezza dei polmoni – spiega Gianluca Bertoni, di Meteovarese.net – Il livello dei principali inquinanti è ovunque in aumento, con diffusi superamenti del valore limite giornaliero del Pm10, e non si prevede un sostanziale miglioramento nei prossimi giorni. Chi abita in pianura e vuole fare attività fisica all’aria aperta preferisca le località collinari, o prealpine, dove l’aria è migliore. Sulla pianura sarà spesso presente la nebbia e al mattino saranno diffuse le gelate».
L’elevata umidità presente nell’aria causa brinate abbondanti. Nelle zone interessate dalla nebbia è possibile osservare la galaverna, uno dei più bei fenomeni invernali. «Consiste nella formazione di aghi di ghiaccio intorno alle piante e agli oggetti – continua Bertoni – Ovviamente questi depositi, spesso presi per neve, possono creare problemi alla viabilità per cui si consiglia la massima attenzione nelle ore notturne e al mattino».
L’ottobre trascorso è stato molto asciutto, con caldo sopra la media, tanto è vero che il giorno 11 abbiamo toccato i 29,3 gradi, facendo segnare il nuovo record di temperatura massima (sono stati bruciati i 28 gradi registrati nel 1997). Ha piovuto molto poco e la siccità prolungata fa scendere il livello del lago di Varese fino a 68 cm sotto lo zero idrometrico. «Non si può dire che inverno sarà – dice Bertoni – Ci troviamo in presenza di un episodio di “la nina”, ovvero un anomalo raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. La nina è l’opposto del nino, che è spesso uno dei principali responsabili delle grosse ondate di calore, come quella del 2003 per fare un esempio eclatante. Di solito quando c’è la nina l’inverno in Europa è più freddo del normale. Ad un eventuale calo della quantità di precipitazioni corrisponde comunque una maggiore probabilità che le precipitazioni siano nevose fino a quote basse».
A novembre sono attesi mediamente due centimetri di neve, anche se lo scorso anno fece eccezione. Al momento i modelli non danno ancora segnali di inverno nel medio termine e questo mese potrebbe chiudersi a zero.
s.bartolini
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