Da Casti Group a Sea Handling La lunga lista delle crisi varesine

Da Casti Group a Sea Handling
La lunga lista delle crisi varesine

Casti Group, l’ultima di una lunga serie di crisi aziendali eccellenti nella provincia, Varese, che ha visto il più alto tasso di crescita della disoccupazione negli anni della crisi, fino ad arrivare oltre l’8%.

Ecco la mappa delle grandi industrie del Varesotto che hanno conosciuto momenti di difficoltà sul fronte occupazionale, mentre nella galassia Casti Group tremano più di 400 lavoratori in tutte le aziende che hanno sede in provincia di Varese.

Ma in alcuni casi ci sono stati concreti segnali di rinascita dopo la lunghissima notte della crisi.

Uno dei casi più spinosi degli ultimi anni è stato Sea Handling: su 2200 dipendenti formalmente licenziati, 1700 sono stati riassunti dalla nuova società Airport Handling, altri 250 circa sono invece stati ricollocati in altre società del gruppo Sea.

Il settore del trasporto aereo è stato uno dei più colpiti dalla crisi.

Basti pensare al caso della Livingston di Cardano: in amministrazione straordinaria dal 2010, con 498 lavoratori in cassa integrazione, ripartita come New Livingston assorbendo circa 250 dipendenti, ma per 234 dei 498 dipendenti ex-Livingston ad agosto è arrivata la lettera di licenziamento.

Oppure il caso di Blue Panorama Airlines, con sede operativa a Gallarate, anch’essa in amministrazione straordinaria.

Alla Whirlpool di Cassinetta nel 2011 erano stati annunciati 600 esuberi, poi fissati a 495 in un accordo sindacale. Nell’ultimo anno però le chiusure in Svezia e a Trento e lo sviluppo del polo europeo dell’incasso a Varese hanno invertito la tendenza: l’azienda prevede il riassorbimento di tutti gli esuberi.

Sempre a Biandronno, è andata decisamente meno bene agli oltre 200 dipendenti dell’ex Husqvarna, ceduta all’austriaca Ktm che ha deciso di spostare la produzione delle moto in Austria.

Attualmente sono una sessantina in tutto quelli in cassa integrazione, fino al 22 settembre: sperano che possa concretizzarsi l’interessamento dei cinesi di Shineray che potrebbero rilevare lo stabilimento e riavviare la produzione.

Alla BTicino di Varese a gennaio erano stati annunciati 140 esuberi (sui 1200 dipendenti totali del gruppo) per il calo della produzione, ma grazie alla formula dei contratti di solidarietà si sono evitate uscite forzate. Per gli stabilimenti di Gemonio e Monvalle la Usag, multinazionale dell’utensileria meccanica, ha firmato nell’ottobre del 2013 un accordo per dodici mesi di cassa integrazione ai 292 dipendenti, congelando così le ipotesi di licenziamenti (erano stati annunciati 80 esuberi).

Alti e bassi in questi anni anche per Alenia Aermacchi, il gioiellino dell’aeronautica di Finmeccanica: negli stabilimenti di Venegono Superiore, dopo i 95 esuberi del 2011, c’è stato un accordo sindacale in primavera per accompagnare 200 lavoratori verso il prepensionamento, ma nel frattempo l’azienda ha ripreso anche ad assumere (registrati 40 nuovi inserimenti a partire dal mese di luglio).

Altri casi clamorosi degli ultimi anni: Inda a Caravate (230 lavoratori), Sanofi-Aventis a Origgio (140), Ims a Caronno Pertusella (132), Anovo a Saronno (253).

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