Da Expo a Pedemontana Serve l’anno della svolta

Da Expo a Pedemontana
Serve l’anno della svolta
Dodici mesi chiave per rilanciare il capoluogo: tangenziale in pole
Nel comparto dell’ex caserma l’intervento più atteso: vale 31 milioni

Ecco le sfide e le prospettive di Varese per il 2015: sarà un anno-chiave per il rilancio della città. Tangenziale, Expo, ospedali, università, piazza Repubblica: la città cambierà volto e cercherà di ripartire dopo gli anni più difficili della crisi. Sarà davvero la volta buona per Varese?Il primo progetto a concretizzarsi, dopo anni di estenuante attesa, è il primo lotto della Tangenziale di Varese, che verrà

inaugurata tra meno di tre settimane, sabato 24 gennaio, insieme al primo tratto della Pedemontana, che è quello che interessa più direttamente la provincia di Varese. Pur non essendo un progetto al 100% “varesino”, si rivolge ai tanti abitanti del capoluogo che quotidianamente finiscono imbottigliati sull’inadeguata strada statale che collega l’uscita autostradale di Gazzada con il tratto esistente di Tangenziale fino all’Iper di viale Belforte.

La speranza è che sbloccando quel “tappo” viabilistico, le ricadute positive possano ripercuotersi anche sul resto della sofferente viabilità varesina, se pensiamo ad esempio che, grazie a Pedemontana, per i frontalieri del sud della provincia di Varese potrebbe diventare più conveniente raggiungere la Svizzera passando per la A9 da Como/Chiasso piuttosto che salire verso il Gaggiolo.
Inoltre, per tutto il 2015, come promesso da Regione Lombardia, la Tangenziale sarà esente da pedaggio: l’anno prossimo si vedrà, ma l’impegno di Palazzo Lombardia è quello di non far pagare i varesini per transitare lungo i poco più di quattro chilometri di nuovo tratto autostradale. Resta invece ancora senza fondi il secondo lotto, fino al valico del Gaggiolo.
Così come, sempre sul fronte infrastrutturale, il 2015 rischia di essere soltanto l’ennesimo anno di transizione per quanto riguarda i lavori in corso sulla Arcisate-Stabio, la linea ferroviaria che dovrà collegare Varese all’Europa. Una scadenza l’ha già mancata, quella dell’Expo 2015, che è un’altra occasione di speranza di rilancio per il territorio varesino.

Varese è il capoluogo più vicino al sito espositivo, e ha tutte le carte in regola per attrarre almeno una parte dell’indotto generato dal grande evento internazionale, anche se il ridimensionamento di Malpensa continua a preoccupare.
Anche da qui passerà gran parte del rilancio del territorio.
Tornando ad Expo, Varese confida di giocare un ruolo: in città sorgerà un punto informativo in piazza Monte Grappa, che sarà anche punto di riferimento per gli itinerari e i pacchetti turistici pensati per i visitatori di Expo, e in particolare la Città Giardino punterà su Villa Panza ed il Sacro Monte per attirare i turisti.
Il tutto mentre la Camera di Commercio sta facendo un gran lavoro di attrazione delle delegazioni internazionali che opereranno ad Expo: quelle tedesche sono già state convinte a soggiornare in provincia di Varese. Il 2015 sarà anche l’anno dell’avvio operativo per il masterplan di piazza Repubblica. Firmato scenograficamente la domenica prima di Natale in centro città, è l’atto che dà il via all’iter per la definitiva riqualificazione del comparto centrale attorno all’ex caserma Garibaldi.
Per un impegno economico da oltre 31 milioni di euro (di cui 20 garantiti dalla Regione Lombardia guidata da ), Varese avrà un nuovo teatro stabile al posto di quello attuale, oltre a nuovi complessi di edilizia residenziale, commerciale, una grande aula convegni per l’università e un belvedere dalla collina, con il sacrificio dell’ex collegio Sant’Ambrogio, che verrà demolito.
Per quel che riguarda l’università dell’Insubria, procede a pieno ritmo il progetto di trasferimento nel polo di Bizzozero: l’università lascerà via Ravasi, dove ora vi sono rettorato e uffici, non appena l’ospedale avrà trasferito i servizi da Bizzozero.

Il 2015 è anche l’anno di prevista chiusura dei lavori per la realizzazione del nuovo polo materno-infantile dell’ospedale Del Ponte di Varese. Otto piani di degenza per 220 posti letto (un centinaio in più rispetto ad oggi), ambulatori, terapie intensive e sale chirurgiche per dare alla città un presidio sanitario di eccellenza, costato 25 milioni di euro.
I lavori procedono spediti e dovrebbero completarsi come da programma nel giugno del 2015, con l’ipotesi di mettere in funzione i nuovi reparti all’inizio dell’anno prossimo. A breve si attende anche l’inizio dei lavori per la realizzazione dell’agognato parcheggio multipiano in via Del Ponte, a cura di un privato.

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