Da Varese alla Camargue L’impresa di Alberto Bortoluzzi

Il ciclista solitario, partito martedì con la sua shuttle bike, ha appena superato il Passo del Sempione dopo aver affrontato il lago Maggiore: l’obiettivo finale, una volta disceso il Rodano, è Saintes-Maries-de-la-Mer

Pedala come un matto, partito martedì di buon’ora per la sua impresa che lo porterà da Varese fino in Camargue e ora già oltre Visp, in Svizzera, dopo aver affrontato e superato in scioltezza il passo del Sempione.Quasi mille chilometri con la sua Shuttle bike, un ibrido tra canotto e mountain bike inventato da di Pavia, che consente di pedalare sull’acqua gonfiando due galleggianti applicati sotto le ruote della bici. Il battesimo dell’acqua è avvenuto con successo, perché la prima tappa del tour prevedeva l’attraversamento del lago Maggiore da Laveno a Intra ma Alberto, superate le montagne, calerà lungo il corso del Rodano fino a . Le fotografie postate su Facebook lo mostrano sorridente e felice nonostante la fatica e i 54 anni compiuti. «Ragazzi quanto fatto ieri è nulla rispetto alle fatiche di oggi, dopo essere passato in pellegrinaggio dall’“Airone” , le cui memorie si trovano su di una curva di Varzo ho cominciato l’ascesa verso il passo del Sempione», ha scritto nella sua pagina facebook. «Quattro ore di salita senza tregua con picchi

tante volte al 10 per cento se non di più, gas di scarico nelle gallerie che io, come fossi un abitante delle favelas, usavo per sballarmi e sentire meno la fatica (tutte balle, la sentivo eccome). Una salita quasi mistica ascoltando il mio corpo, resistendo ai momenti di sconforto e alla fine la vetta, quello il mio premio, sopra i 2000 metri, portando al traguardo il mio corpaccione di 97 kg più bicicletta e bagagli.».Alberto non è nuovo a imprese in solitaria, poiché negli anni scorsi con la sua Vespa, documentando poi le imprese con due originali libretti. «Mi affascina l’idea di raggiungere il mare partendo da una città dell’entroterra, e arrivarci da un fiume in bicicletta mi dà la forza di tentare l’impresa, che potrebbe anche non riuscire. Non sono un atleta, ma un uomo normale, anche se con tanta passione», ha affermato il ciclista solitario. prima di vedere il mare, e la voglia di raccontare agli amici il bello di ogni pedalata: «I sogni servono a vivere meglio la vita, basta crederci!»