Dal contadino al ristorante L’affare si fa anche in tavola

Torna la rassegna “La Strada dei Sapori” per valorizzare il territorio
Prodotti tipici e locali aderenti. Obiettivo: far conoscere l’eccellenza

La riscoperta dei prodotti locali non è solo una nouvelle vague da cavalcare in un’ottica turistico-promozionale.

Si può ad ogni modo considerare come un vero modo di “fare economia”, perché convoglia sotto il gonfalone dell’eccellenza agroalimentare realtà eterogenee che vanno dalle aziende produttrici, ai ristoranti fino agli agriturismi: l’unione fa la forza, quando la ricerca di un indotto sfrutta un patrimonio unico e comune. In una parola, locale.

Ne è consapevole l’associazione “La Strada dei Sapori delle Valli Varesine”, attiva nella promozione del territorio e dei suoi prodotti grazie alla riunione di 127 differenti entità tra Comunità montane (Valli del Verbano e Piambello), singole amministrazioni comunali, imprese, consorzi ed associazioni di categoria.

Per il secondo anno consecutivo, la “Strada” avrà uno sbocco in una rassegna enogastronomica che mette al centro l’Alto Varesotto, i suoi locali più rinomati e piatti confezionati nel segno del chilometro zero.

«Ma non chiamatela rassegna a chilometro zero – afferma il presidente della Strada dei sapori Paolo Sartorio – perché per noi farlo equivale a sostenere che nelle nostre valli ci sono gli alberi e i laghi: è un dato di fatto, una considerazione che è dentro al nostro dna, ed è scontata».

Quel che conta è che 19 tra ristoranti ed agriturismi del nord della provincia (per un elenco completo visitare il sito www.stradasaporivallivaresine.it) nei weekend che vanno dal 19 ottobre al 9 novembre proporranno menù a prezzo fisso utilizzando l’asparago Igp di Cantello, i salumi nostrani prealpini, i tanti formaggi di latte caprino della zona, nonché miele (di recente marchiatura Dop come la ormai celebre Formaggella del Luinese), selvaggina e frutti prelibati dell’autunno.

I vari chef si cimenteranno in un’ampia scelta di combinazioni culinarie, accompagnate da buon vino o birra, anch’essa autoctona come quella della Valganna.

«Lo scorso anno la rassegna ha totalizzato 900 coperti – spiega Sartorio – Nel 2014 puntiamo ad un raddoppio, grazie alla consistente pubblicità fatta nel corso di Agri Varese e tramite volantinaggio anche oltre confine».

A confermare la misura di un progetto che va oltre la ristorazione, la presenza di Confagricoltura e Coldiretti: «Siamo consapevoli di far uscire dalle nostre aziende prodotti ottimi e da valorizzare – evoca Giuliano Bossi, direttore di Confagricoltura Varese e parte del consiglio direttivo della Strada dei Sapori – Oltre a quelli che hanno ottenuto un espresso riconoscimento, non vanno dimenticate eccellenze “minori” che da sempre costellano la tradizione alimentare di questa terra».

«L’iniziativa è la prova di come la promozione del territorio e del turismo sia ben fatta solo se ad azione congiunta», gli fa eco Massimo Grignani di Coldiretti.

Alle porte di Expo, si attende un salto di qualità che si concretizzerà in due modi: il coinvolgimento del sud della provincia e la realizzazione, entro Natale, di una “Borsa dei sapori”, vale a dire di un punto d’incontro formale fra chi produce e chi utilizza i prodotti locali per trasformarli in piatti da servire sulla tavola.

Esposizione universale significa anche e soprattutto turisti: «Ai quali bisognerà proporre offerte chiare – conclude la direttrice dell’Agenzia del Turismo Paola Della Chiesa – In questo senso la rassegna è già un passo avanti: tutti i menù hanno un prezzo prestabilito».