Dal piatto al frigorifero Made in Varese al ristorante

Dal piatto al frigorifero Made in Varese al ristorante

VARESE I prodotti locali sbarcano nei ristoranti varesini. E fin qui niente di nuovo. La svolta sostanziale invece sta nel fatto che d’ora in poi saranno a portata di mano sia per i ristoratori che li devono impiattare che per i consumatori finali che se li potranno comprare. Sarà questo il risultato finale dell’iniziativa messa in campo dalla Confesercenti varesina che permetterà ai 15 locali che per ora hanno voluto aderire di acquistare facilmente e tutti insieme i prodotti tipici del territorio e di offrirli pronti e confezionati ai loro clienti che se li troveranno disponibili al ristorante con la stessa comodità di uno scaffale del supermercato, magari portandosi a casa il prodotto di base che hanno appena mangiato cucinato ad hoc. Ognuno di questi, undici dei quali della città di Varese (Tana d’orso, Uvarara, Santa Lucia, Al mattarello, Bologna, Art Hotel, Sacro Monte, Il ceppo, Colonne, Milano, Time Out) e quattro in provincia (La cantina del borgo di Castiglione, Crotto Valtellina di Malnate, La caretera di Gavirate, Angolo valtellinese di Luvinate), allestirà un corner dove i clienti potranno acquistare una buona gamma di prodotti tipici. Il concetto di

fondo, in definitiva, è proprio questo: creare una rete capillare e il più possibile efficiente che senza passare dalla grande distribuzione ma dall’altra parte senza troppe difficoltà, permetta alle produzioni di casa nostra di approdare sulle tavole dei ristoranti o direttamente su quelle dei varesini. Tutto ciò è stato possibile grazie alla convenzione sottoscritta tra Agr-Confesercenti e l’associazione “Terra e Mani” che hanno predisposto un sistema efficace per passare finalmente dalle parole ai fatti nella promozione dei prodotti varesotti. Perché metterceli dentro a qualunque discorso bene, ma poi bisogna fare in modo che arrivino anche nelle cucine. «Molti li hanno già adottati – spiega Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti – ma non li vendevano direttamente ai clienti. Questo passaggio significa un grande passo avanti per la rete distributiva, che prima mancava e ora c’è». Oltretutto i ristoratori hanno scoperto, a sorpresa, che alcuni prodotti in particolare sono addirittura più economici rispetto a quelli che si trovano in commercio. «Lo hanno notato ad esempio per il formaggio di capra – dice Dino Crivelli, presidente di “Terra e Mani” – che oltre a costare meno è molto apprezzato dai clienti». Francesca Manfredi

s.bartolini

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