Dal risultato delle urne una nuova era per Varese

Il commento di Marco Tavazzi sul sindaco del Varese Davide Galimberti

Galimberti non è solo il sindaco. È l’immagine di una nuova era per Varese. Nuova era che non viene determinata tanto dall’aver sconfitto la Lega, che ormai si stava lentamente deteriorando. E che di fatto ha perso non alle urne ma nel momento in cui non è stata capace di esprimere un candidato sindaco dopo Attilio Fontana. La vera vittoria di Galimberti è stata portare al governo il centrosinistra, in un momento storico nel quale la spinta del renzismo si sta esaurendo e in cui il populismo, in crescita a causa dell’incapacità dello Stato di governare fenomeni come l’immigrazione e i cambiamenti sociali, sta avendo una forte presa sull’elettorato. Tutto questo, in una città tendenzialmente conservatrice come Varese. Ora, Galimberti ha vinto perché ha dato un’immagine di sé che non è quella della classica sinistra buonista. Anzi, ponendosi come uomo concreto e affidabile, ha posto tra le priorità proprio la sicurezza e la lotta al degrado nei quartieri. Temi che, soprattutto il

primo, in teoria sono stati cavalli di battaglia della destra per decenni. Ma la destra, leghista e non, a Varese non è stata in grado di risolvere i problemi di sicurezza. O forse non ha voluto, in modo tale che ad ogni tornata elettorale il problema, con la sua portata psicologica di paura nelle persone, tornasse, favorendo la loro parte politica. In ogni caso, Galimberti ha avuto la fiducia degli elettori anche perché ha dato garanzie di intransigenza contro chi crea insicurezza. Proprio per questo dovrà stare attento e muoversi bene su questo terreno. Perché se la percezione e l’effettiva situazione sulla sicurezza, da piazza Repubblica alle varie periferie, non miglioreranno sotto il suo mandato, i varesini difficilmente lo perdoneranno. I varesini vogliono poter camminare la sera nella propria città senza avere paura. Ma lui è uomo concreto e questo lo sa. La cosa più importante è far capire che legalità e sicurezza sono parole d’ordine che il centrosinistra può interpretare al meglio.