Roma, 13 feb. (Apcom) – “La tentazione di molti Paesi anche a
tradizione liberista come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna è di
chiudersi in se stessi e favorire i mercati interni, ma questo
non fa altro che drammatizzare la stagnazione. La spirale del
protezionismo può portare a conflitti bellici veri e propri, non
solo commerciali”. E’ quanto afferma Adolfo Urso, sottosegretario
allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero in
un’intervista rilasciata al quotidiano Libero Mercato alla
vigilia dell’incontro che si terrà oggi con Pascal Lamy direttore
generale del Wto in previsione del G7 che inizia oggi a Roma.
“Se al crollo dell’export – spiega il sottosegretario – segue
l’avvitamento del commercio mondiale e il soffocamento provocato
da leggi protezionistiche in alcune Nazioni dove la democrazia è
più recente si rischia nuovamente il ritorno al nazionalismo. I
rapporti tra gli Stati di conseguenza degenerano. Ed è da tale
humus che nascono i pretesti per le guerre. Stoppare subito la
spirale è la scelta migliore, anzi l’unica scelta”.
“Urso spiega infine che “per le aziende il rischio a medio
termine è la rottura della filiera. Quando si sciolse la
confederazione Jugoslava nacquero nuovi confini e nuovi dazi. Le
aziende più grandi fallirono perchè, tarate come erano sul
mercato confederale da 50 milioni di persone, di colpo si
ritrovarono con un target di vendita dieci volte più piccolo. La
scala era improvvisamente cambiata senza il tempo necessario di
rigraduarla. La stessa cosa può succedere nei prossimi mesi”.
Infine il Sottosegretario si sofferma sulle clausole del ‘buy
american’: “sono convinto – conclude – che il presidente Obama
sia consapevole della necessità di non cedere agli istinti. Non
sono altrettanto certo che riuscirà a convincere la maggioranza
democratica e i sindacati.”
Pie
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