Debiti con salassoper chi è rimandato

Debiti con salassoper chi è rimandato

VARESE Gli studenti prendono i debiti. E le famiglie si indebitano per pagare le ripetizioni private. Questo il circolo poco virtuoso che si sta verificando anche nella nostra città dove gli studenti con «giudizio sospeso», la cui promozione è congelata fino a settembre, sono parecchie centinaia. Solo qualche esempio. All’Isis Newton, che ha il primato di bocciature e «sospensioni», gli studenti impegnati con i recuperi sono 363, quasi il 45% del totale. Nei licei, invece, il numero scende al 27%. Per esempio, al classico Cairoli gli studenti che hanno preso il debito sono 228 su 824.

Lo studio autonomo è indispensabile. Ma quando da soli non si riesce, bisogna ricorrere alle ripetizioni private. Che costano care. Uno studente universitario, solitamente, chiede intorno ai 15 euro per lezione, mentre la parcella di un professore può arrivare anche a 70 euro. In una fascia di prezzo intermedia ci sono assistenti, docenti, dottorandi, che chiedono un compenso orario intorno ai 50 euro. Calcolando che, per recuperare un’insufficienza, servono almeno 15 ore di ripetizione, e che una lezione costa circa 30 euro, si può facilmente ipotizzare che ogni debito costi alle famiglie 450 euro. I debiti, però, sono come le ciliegie. Uno tira l’altro. In media, ogni studente ne prende due, cosa che raddoppia la spesa. Le scuole, bilancio permettendo, organizzano corsi di recupero estivi che consentono allo studente di ripassare il programma gratis. Ma se i debiti interessano materie di indirizzo – come matematica e fisica allo scientifico, latino e greco al classico, lingue al linguistico – è facile ipotizzare che al corso di recupero le famiglie vogliano aggiungere le lezioni private. Costi quel che costi.

E così, per risparmiare, gli studenti si organizzano in gruppo. Come, per esempio, Talia Miceli, una studentessa rappresentante di classe, che ha terminato la 2B del liceo linguistico Manzoni: «Io ho fatto ricorso alle ripetizioni per latino. Per risparmiare, abbiamo scelto di andare a gruppi di tre e l’insegnante ci faceva un prezzo forfettario di 30 euro a lezione. Per superare un debito, in questo modo, si spendono circa 200 euro».

A livello nazionale è stimato che il numero di studenti con giudizio sospeso sia in continuo aumento. In Italia si parla di 609 mila studenti, 30 mila in più rispetto all’anno scorso. Un aumento che a Varese non è stato registrato in tutte le scuole. Claudia Brochetta, vicepreside del liceo Cairoli, ha evidenziato, in controtendenza, un aumento dei promossi e una diminuzione dei sospesi. Luisa Oprandi, vicepreside del linguistico Manzoni, ha voluto sottolineare come i debiti vengano dati con più facilità che nel passato, quando c’erano gli esami a settembre: «La sospensione del giudizio, infatti, non è il vecchio concetto di esame a settembre. Gli studenti sospesi non vengono scrutinati a giugno per essere scrutinati all’inizio dell’anno successivo». Riparare i debiti, infatti, è fondamentale dopo le modifiche introdotte dal ministro Fioroni: chi non recupera, non può sostenere l’esame di Stato.
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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