MILANO Ci vuole un buon quarto d’ora prima che Stefano Pillastrini e Piero Bucchi mettano piede nella sala stampa. Segno che il derby ha prosciugato anche le energie mentali dei due tecnici. Il primo ad arrivare è proprio Pillastrini: «È stata una partita piena di errori all’inizio ma che poi è cresciuta ed è diventata più bella e combattuta. Noi siamo stati bravi a girare una situazione negativa, quando siamo finiti a meno dieci, grazie a una buona pressione difensiva e agli spazi sfruttati meglio in attacco. A quel punto però è arrivata la comprensibile reazione di Milano che ha controsorpassato: noi avremmo dovuto raccogliere le energie e ripartire ma non ne siamo stati capaci». Il tecnico di Cervia prosegue: «Peccato, perché siamo venuti al Forum sapendo di poter vincere e a conti fatti questa partita è stata un’occasione persa. È la terza partita di fila che finisce così, con grande incertezza nei minuti finali: se con Pesaro siamo stati bravi, a Cremona e qui non ce l’abbiamo fatta. In trasferta è sempre più difficile: abbiamo giocato bene a sprazzi ma evidentemente avremmo dovuto farlo più a lungo».L’orario non può essere una scusa. «No, perché tutti fanno allenamenti a quest’ora nei giorni precedenti il match; piuttosto giocare a quest’ora va a scapito di tutti, non a caso i primi quarti di queste partite sono spesso brutti. Il nostro di oggi non fa eccezione: abbiamo giocato male anche perchè l’Armani è squadra che costringe l’avversaria
a sbagliare. Inoltre avevamo previsto qualche accorgimento in più per questa partita e può succedere che quando bisogna pensare in poco tempo aumenti il margine di errore». Quello di cui il coach invece non vuol sentire parlare è qualsiasi riferimento alla scarsa voglia dei giocatori. «Non direi proprio, non concordo con una lettura simile. Che siano stati fatti errori, anche parecchi, è sotto gli occhi di tutti, ma l’impegno non è venuto mai meno. Abbiamo commesso sbagli evidenti, come in occasione di quel canestro subito in 2” a fine primo quarto, perché la difesa (di Morandais ndr) è stata infilata da un passaggio lungo che un giocatore di trent’anni non deve subire, però lo ha fatto nel tentativo di anticipare, di essere dinamico».Chiamato a rispondere di alcuni singoli, Pillastrini difende la scelta di tenere in campo a lungo un J.R. Reynolds apparso a molti inguardabile: «È una mia decisione tecnica, non dovuta ad alcun problema fisico. Gergati ad esempio sta bene, sa che si deve far trovare sempre pronto e che per me è importante. Ho insistito con Reynolds perché ha fatto alcune cose positive in un momento difficile nel secondo periodo e perché era sul parquet quando siamo riusciti a sorpassare Milano. Certo, ha sbagliato due tiri aperti che di solito non fallisce, ma io credo sia stato utile. Thomas indubbiamente non ha giocato un gran match, però su di lui Milano ha montato una marcatura davvero stretta e Jobey ne ha risentito».
e.romano
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