– Certi episodi ti lasciano dentro il vuoto della vulnerabilità, tanto sono capaci di sconvolgere la quotidianità in maniera ingiusta e incontrollabile. Se poi si ripetono, non è solo il caso a metterci lo zampino: significa che c’è qualcosa che non va.
, residente a Casbeno insieme alla sua famiglia, denuncia di essere stata vittima di un furto all’interno del parcheggio sotterraneo del supermercato Esselunga di Masnago. Il fatto è accaduto giovedì scorso e si è ripetuto con le medesime modalità di un altro che risale a circa due anni fa, sempre ai danni della stessa signora.
Tarda mattinata e spesa appena conclusa, Graziana raggiunge l’auto parcheggiata sotto al punto vendita, con il carrello pieno di sacchetti. Poggia la borsa sul sedile anteriore – lato passeggero – chiude la portiera e si accinge a riporre gli acquisti nel bagagliaio. Trenta, massimo cinquanta secondi dopo, la scoperta: «Alzo la testa e mi accorgo che la borsa non c’è più – racconta – In quel brevissimo lasso di tempo qualcuno è arrivato, ha aperto la portiera e l’ha sottratta. Mi sono messa ad urlare e non ci volevo credere, perché mi è sembrato di ritornare indietro nel passato: stesso luogo e stesso tipo di furto». Graziana viene subito raggiunta dagli addetti, alcuni dei quali già presenti nel sotterraneo; è quindi riaccompagnata all’interno del negozio dal quale chiama il marito e la polizia – che in poco tempo arrivano sul posto – ed è poi ricevuta dal responsabile del supermercato.
Comprensibile lo stato di agitazione suo e del familiare giunto in soccorso: le scuse del dirigente non bastano a riparare quando per la seconda volta si viene derubati così. La donna va in questura, sporge denuncia e sottolinea come le forze dell’ordine siano state, nel caso specifico, molto zelanti: «Hanno dimostrato grande professionalità ed umanità – spiega – nella borsa avevo anche le chiavi di casa: hanno mandato una pattuglia dove abito per controllare che fosse tutto a posto».
Quello che infastidisce la signora Rossi è altro: «I poliziotti ci hanno riferito di non aver potuto visionare le registrazioni delle telecamere installate nel parcheggio – afferma – pare che non fossero in funzione al momento del furto. Io ho voluto rendere pubblico l’accaduto per evitare ad altri di provare sulla propria pelle un disagio analogo. E poi mi chiedo: come fanno i ladri ad agire così indisturbati nei sotterranei di un supermercato?». L’episodio ha una coda nel giorno successivo, un ritrovamento che non riesce di certo a risarcire i danni – quelli morali soprattutto – subiti dalla vittima: «Venerdì ho ricevuto la telefonata di un signore che aveva appena rinvenuto per terra la mia borsa. Giaceva in via Verdi, a Casbeno, davanti all’istituto Maria Ausiliatrice dove quell’uomo era andato a prendere la figlia. Alla fine mi hanno rubato il telefonino, i contanti, la tessera del bancomat e due penne abbastanza preziose, lasciando tutto il resto. L’unica consolazione è stata quella di non dover andare a rifare tutti i documenti come avevo già messo in conto. Resta un grande amaro in bocca».













