«Oddio il bambino». Questa non la storia di un padre distratto ma la cronaca dei dieci minuti di paura assoluta di un genitore coscienzioso. Il bimbo, 18 mesi, bellissimo e paffuto, dormiva sul sedile dietro dell’auto. Dormiva ben ancorato all’apposito seggiolino, omologato, anti urto, anti qualunque cosa umanamente prevedibile in grado di nuocere al pargolo. Il babbo ha posteggiato l’auto ed è sceso per aprire il cancello. Scrupoloso ha spento la vettura ( per evitare anche il più piccolo rischio di movimento) e ha tolto le chiavi dal quadro. Qui è stato l’errore, sopra pensiero, commesso prima di scendere e chiudere la portiera per andare ad aprire il cancello dell’abitazione di via piazza XX settembre, portare l’auto in garage e prendere il figlioletto. Errore veniale: il padre avrebbe infatti incontrato un vicino. Cinque minuti cinque
di «Come stai? Tutto bene?» e l’auto, una berlina, si è chiusa automaticamente. Si è chiusa da sola con le chiavi e il bimbo addormentato al suo interno. Panico. Panico vero. Dentro l’auto c’erano infatti anche le chiavi di casa e in casa c’erano le chiavi di scorta dell’auto. Ed è scattata la chiamata al 112. In piazza XX settembre, alle 13 di ieri, sono arrivati vigili del fuoco e un’ambulanza in via precauzionale. Il padre era terrorizzato: se il figlio si fosse svegliato si sarebbe spaventato. In pochi minuti i vigili del fuoco hanno aperto la macchina. Il piccolo si è svegliato durante l’operazione e contro ogni previsione ha rivolto un sorrisone semi sdentato a pompieri e papà. Tutto bene. L’auto è tornata in garage, il piccolo a fare il riposino nella sua culla.
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