Disagio sociale e degrado alla stazione e in centro

Clochard vicino ai binari e l’aumento di medicanti. Zanzi: «Interverremo al più presto»

Ieri il consigliere regionale Luca Marsico ha fotografato il “bivacco” alla stazione dello Stato e lo ha pubblicato su Facebook, suscitando un’ondata di indignazione. Nelle sue foto si vedono clochard coricati sotto coperte e giacconi, affianco a un paio di scarpe e a un cartone di vino. Di chi è la responsabilità di questa situazione? «Il bivacco notturno sui treni e nelle stazioni di Varese è fenomeno costante, che dura da anni e che interessa mediamente tra le 8 e le 12 persone – afferma Walter Piazza, presidente degli Angeli Urbani – I senzatetto sono italiani e stranieri, di mezza età, dai 40 anni in su. Di giorno, solitamente, si rifugiano nei centri commerciali, chiedono la mancia fuori dai supermercati, oppure l’elemosina ai semafori. Conosco un po’ tutti, non si tratta di gente pericolosa». Piazza sottolinea che, in alcuni casi, le persone che dormono lì hanno rinunciato a un tetto, hanno scelto di non essere aiutate. «Si tratta di persone che rifiutano le regole, come il “nostro Virgilio”, scomparso da poco. Un senzatetto che si è allontano dal nostro rifugio perché non riusciva a rinunciare all’alcool. Come lui ce ne sono altri». Come risolvere dunque il problema? Secondo Piazza l’accoglienza deve passare prima di tutto dalla soluzione di problematiche di sanitarie: «non è possibile prendere queste persone, che vivono sulla strada in mezzo alla sporcizia e in precarie condizioni igieniche, e metterle in un dormitorio. Se si facesse così, sarebbero gli stessi frequentatori del dormitorio a lamentarsi. Io sono convinto che, per togliere le persone dalla strada, sia necessario dare assistenza igienico-sanitaria. In caso contrario, il problema non si risolverà mai». «In tutte le stazioni ci sono

persone che dormono. E’ un fenomeno che non riguarda solo Varese e che va risolto cercando soluzioni» afferma il vice sindaco Daniele Zanzi, secondo cui una strada è diminuire il degrado: «abbiamo approvato un progetto di 18 milioni di euro che riqualificherà l’area entro due anni. L’ex deposito verrà totalmente rifatto e il bivacco sparirà. Ma non crediamo che, facendo spostare quelle persone da lì, il problema sarà risolto». La seconda strada, infatti, è incidere sulle cause, «supportando le associazioni, facendo entrare in azione i volontari per convincere i senzatetto ad andare a dormire nei posti protetti, coinvolgendo i servizi sociali». Fino all’affondo: «Qual è la proposta di Marsico: buttare i senzatetto della stazione in mezzo alla strada? Non è vero che il comune non sta facendo niente. Anzi, sta facendo più di quanto è stato fatto negli ultimi 20 per combattere il degrado, aumentare l’illuminazione, scoraggiare le vendite di fiori ai semafori, integrare i richiedenti asilo con i lavori socialmente utili. Postare foto di persone che dormono alla stazione al freddo significa speculare su un triste fenomeno sociale, non cercare soluzioni». In queste settimane sono aumentati anche i questuanti in centro Varese. «Chi fa l’elemosina ha alle spalle una storia di emarginazione e bisogna intervenire sulle cause – continua Zanzi – Ciò non toglie che la presenza di queste persone in centro sia un segno del degrado e va disincentivata. Con i nostri uffici stiamo studiando ordinanze anti-bivacco e anti-vendita abusiva di fiori. Abbiamo aumentato i controlli ai semafori e siamo convinti che le ordinanze siano lo strumento più adatto a combattere questo fenomeno, ma bisogna studiarle bene affinché siano strumenti concreti, efficaci e giuridicamente inattaccabili».