Ormai c’è una app per ogni cosa: per perdere peso , per fare la lista della spesa, per pagare il conto del supermercato o per controllare i propri valori del sangue. La realtà dell’immenso vasto mondo delle app riesce a superare la fantasia.
E la conseguenza più immediata dal punto di vista economico, è l’immensità del loro potenziale. «Da circa quattro anni si parla di app» spiega Pier Scotti, business development manager di Magnetic Media Network spa «ed in questo brevissimo lasso di tempo, solo per citare il mondo Apple, ne sono state sviluppate circa un milione».
Più o meno altrettante si trovano su Android: per un totale di milioni di app. In grado di fare quasi tutto: «Le app sono dei software – spiega Scotti – che funzionano su device mobili, come tablet, smartphone e che racchiudono una o più funzioni, per le più evolute».
Le applicazioni possono essere le più disparate: «Ci sono app che si rivolgono al mercato e sono disponibili nei vari app store e che permettono le più vaste attività e poi ci sono le app sviluppare ad hoc per le singole realtà aziendali» spiega Scotti.
Smatphone e tablet sono ormai nelle mani di chiunque: «Il futuro della comunicazione passa di qui» aggiunge Scotti «e per le imprese che decidono di innovarsi con l’uso di app il potenziale è molto vasto».
Il futuro delle app andrà «verso una sempre maggior integrazione»: già oggi, sottolinea Scotti «i nuovi telefoni integrano molte funzioni». Domani «attraverso semplici app ne processeremo sempre di più: dalle funzioni medicali al controllo delle videocamere di casa fino al controllo delle proprie funzioni vitali. Le app ci diranno se abbiamo dormito abbastanza, se abbiamo mangiato, quanto, se il nostro battito cardiaco è regolare». Saremo, in una sola parola «sempre più interconnessi e ciò ci permetterà di comandare sempre più processi da remoto».
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