VARESE Il set fotografico è stato montato sotto i portici, appena fuori dal caffè Biffi, che tra l’altro sarà anche la location della prima esposizione di «Inscatolati». Questo il nome scelto dall’artista per l’opera «made in Varese» che girerà tutto il Nord Italia.
«E’ un progetto molto ambizioso – spiega a questo proposito Luraghi – Vorrei montare tutti i volti che ho fotografo dentro le scatole, in modo che si guardino tutti, l’uno con l’altro, formando un enorme riquadro di sguardi ed espressioni». Mille i volti dei volontari che serviranno per completare il riquadro di scatti. «Per ora ne ho fotografati duecento – continua – quindi procedendo a questo ritmo conto di finire entro ottobre». E i soggetti l’originale fotografo li ha cercati e li cercherà per la strada. «Giro Varese con il mio set portatile. Monto il telo, le luci e chiedo ai passanti se vogliono farsi immortale dentro la scatola di cartone. Sono stato al Sacro Monte, al lago e in centro, poi vedremo. Per il momento l’idea piace e sono in pochi quelli che mi rifiutano una foto».
Il progetto è molto simpatico e i soggetti possono scegliere l’espressione che più gli piace per lo scatto. «Quello che deve emergere alla fine è l’espressività delle persone. Non importa se sorridono, se sono imbronciati o se non guardano nell’obiettivo, quello che importa è che siano naturali». La scatola c’è anche in formato baby, per immortalare anche i più piccini, che hanno ispirato l’artista.
«Ero ad un battesimo e mi hanno chiesto dello foto particolari – aggiunge – A disposizione avevo solo delle scatole che ho ritagliato, in modo che potessero essere indossate, e così è iniziato tutto». Leone Luraghi, classe’79 e diplomato all’istituto italiano di fotografia, non è nuovo a opere di questo tipo. La sua ultima creazione è stata esposta alle ghiacciaieie di Cazzago Brabbia. Una serie di fotografie che avevano come tema gli origami, collocati nell’ambiente.
Questa volta i soggetti saranno, invece, mille varesini incontrati per caso. Ieri hanno partecipato una settantina di persone all’ambizioso progetto «Ho fotografato molti giovani, ma anche bambini – conclude – Devo dire che in centro è stato più difficile fermare le persone, forse anche perché è un giorno lavorativo e tutti avevano fretta. Settanta in una giornata è comunque un buon numero e poi quello che mi interessa non è cercare subito la quantità ma lavorare con i singoli soggetti per ricavarne il meglio». E neanche a dirlo i soggetti migliori sono i bambini. «Sempre per questo progetto ho girato alcuni oratori estivi e li ho fatto gli scatti più belli. I bambini sono fantastici e si divertono un sacco. Con gli adulti ci vuole più tempo prima che si sciolgano e siano davvero naturali».
Valentina Fumagalli
e.marletta
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