Varesini attenzione: in città è arrivata la truffa dello specchietto. Le segnalazioni e le denunce alle forze di polizia, sino a un anno fa, si erano concentrate, numerose, nel Sud del territorio.
Il fenomeno era andato scemando negli ultimi 12 mesi. Soprattutto grazie all’intervento degli agenti del commissariato di polizia di Stato di Busto Arsizio che avevano identificato e denunciato i due autori di buona parte delle truffe andate a segno. Il fenomeno in questi giorni si è spostato a Nord.
E i balordi hanno cercato di colpire a Varese. L’ultima segnalazione arriva dalla rete e in poco meno di 24 ore è già stata condivisa da migliaia di persone.
Una foto dell’auto, con numero di targa ben visibile, e la denuncia di una giovane varesina che non è caduta nel tranello.
«Qualche minuto fa in via Copelli sono stata affiancata da una Fiat Punto – scrive sulla sua bacheca Facebook – I due tizi a bordo mi hanno prima lanciato qualcosa contro la macchina, quindi mi hanno chiesto di fermarmi».
«Sostenevano che gli avessi colpito lo specchietto. Siccome ho capito al volo si trattava di due furbi, ho abbassato appena appena il finestrino e ho composto il 112. I due sono scappati. Sono andati in direzione Viale Europa». I due “tizi” fanno probabilmente parte di una banda, dedita a questo tipo di raggiri.
Affiancano le vetture, costringono l’automobilista a fermarsi, lo convincono di avergli urtato lo specchietto e poi si fanno pagare in contanti il finto danno, «così evitiamo di mettere di mezzo l’assicurazione», è la scusa utilizzata.
Un colpo da cinquanta euro alla volta, che riesce soprattutto se alla giuda dell’auto ci sono persone anziane e facilmente raggirabili. Le cifre chieste dai truffatori restano comprese sempre entro gli 80 euro, al massimo. Questo in virtù di due ragioni: una cifra tutto sommato contenuta per un incidente stradale spaventa meno la vittima. In secondo praticamente nessuno viaggia con 300 euro nel portafoglio ed è disposto a sborsarli senza battere ciglio.
Nell’80% dei casi registrati in provincia le vittime erano pensionati. I truffatori, maestri del raggiro, li convincevano del danno causato paventando poi vertiginosi aumenti dei costi delle polizze assicurative in caso di denuncia. E la vittima, in buona fede, ci cascava. In questo caso, segnalato su Facebook, i malfattori hanno sottovalutato la ragazza alla guida. «Ho capito subito che era un trucchetto – racconta – Prima di tutto ero sicura di non aver urtato alcuna auto e poi mio padre mi aveva messo in guardia su questo genere di truffe».
Un colpo che non solo non è andato a buon fine per i truffatori, ma che li ha anche fatti finire online in tempo reale e immediatamente riconoscibili.
Qualcuno, facendo ricerche online, avrebbe individuato in Campobasso la zona di provenienza della macchina usata dai balordi. Le Forze dell’ordine sarebbero già sulle loro tracce, grazie anche ad altre denunce.
Dei due truffatori ci sarebbe anche una descrizione. Dei camaleonti anche nel comportamento: mesti e dispiaciuti ma pronti a dare una mano davanti all’anziano, galanti e complimentosi se la vittima designata è una donna sola.
Altro dettaglio: scelgono vetture sulle quali viaggia il solo conducente per evitare problemi. In caso di episodi anche soltanto sospetti l’appello è quello di segnalare immediatamente la presenza alle forze di polizia.
È fondamentale individuare i due balordi prima che, come fanno spesso questi truffatori, cambino zona per non dare troppo nell’occhio.
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