Electrolux, giorni decisivi per il futuro di Solaro

Cresce la mobilitazione attorno allo stabilimento alle porte di Saronno. Il ministro Urso frena sui licenziamenti: «Serve un piano diverso senza chiusure»

Saranno giorni decisivi per il futuro dello stabilimento Electrolux di Solaro e dei circa 700 lavoratori impiegati nella fabbrica di lavastoviglie alle porte di Saronno.

Dopo l’annuncio shock della multinazionale svedese, che ha comunicato 1.700 esuberi complessivi in Italia — pari a circa il 40% della forza lavoro nazionale — cresce la tensione attorno ai siti produttivi italiani del gruppo, compreso quello del Saronnese.

Nel fine settimana sul caso è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha preso posizione contro il piano annunciato dall’azienda. «Serve un piano diverso, senza chiusure di stabilimenti e senza licenziamenti collettivi», ha dichiarato il ministro, sottolineando la volontà del Governo di aprire immediatamente un confronto con il gruppo.

Il primo appuntamento chiave sarà il tavolo ministeriale convocato per lunedì 25 maggio, quando Governo, azienda, sindacati e territori proveranno a capire quali siano le reali intenzioni della multinazionale e quali margini esistano per evitare un ridimensionamento pesantissimo dell’industria italiana del bianco.

Urso ha inoltre spiegato di voler coinvolgere direttamente anche le Regioni interessate dalla presenza degli stabilimenti Electrolux, segnale di come il dossier venga ormai considerato una vera emergenza industriale nazionale.

Nel frattempo, davanti ai cancelli dello stabilimento di Solaro, il clima resta tesissimo. Nei giorni scorsi si sono svolti scioperi e presidi organizzati dai lavoratori e dalle sigle sindacali, mentre cresce la preoccupazione per il possibile impatto sociale ed economico sul territorio.

La sensazione, condivisa da molti lavoratori, è che non sia in gioco soltanto il futuro di una fabbrica, ma quello di un intero comparto produttivo che negli anni ha rappresentato uno dei motori occupazionali dell’area tra il Saronnese e il Milanese.

Accanto ai dipendenti si stanno schierando anche le amministrazioni locali. Dopo la presa di posizione della sindaca di Saronno Ilaria Pagani, nelle ultime ore è intervenuto anche il sindaco di Ceriano Laghetto Massimiliano Occa, a conferma di una crescente mobilitazione istituzionale attorno alla vertenza.

Il timore diffuso è che i tagli annunciati possano rappresentare soltanto il primo passo di un ridimensionamento più ampio della presenza industriale del gruppo in Italia. Ecco perché il tavolo del 25 maggio viene considerato cruciale non solo per Solaro, ma per il futuro stesso di Electrolux nel nostro Paese.