Roma, 28 gen. (Apcom) – Sul caso di Eluana Englaro la Corte
Costituzionale, chiamata a dirimere il conflitto di attribuzione
tra le Camere e la Cassazione, ha dato una “risposta tecnica” che
non può essere considerata “elusiva”. Ma ciò che più importa è
giungere ad una legge in grado di regolamentare i “nuovi
diritti”. Tocca anche uno dei temi più difficili e al centro del
dibattito politico il presidente della Corte Costituzionale
Giovanni Maria Flick nella sua relazione di inizio anno alla
presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“La risposta della Corte – spiega Flick – è stata come sempre una
risposta tecnica: nella specie, infatti, non sono stati ritenuti
sussistenti i presupposti oggettivi del conflitto giacchè le
Camere ricorrenti più che censurare il modo di esercizio della
giurisdizione ne avevano stigmatizzato il contenuto”. Nonostante
la materia del conflitto fosse “di altissimo risalto e tono
costituzionale” la Corte, ha aggiunto Flick, “non ha potuto
svolgere alcuna considerazione a riguardo non per sua scelta
elusiva ma proprio perchè ‘costretta’ a circoscrivere il proprio
sindacato in angusti confini ‘tecnici'”.
Flick è convinto che queste tematiche “proprio perchè
coessenziali alla visione dei diritti fondamentali” non devono
restare “aspetti solo incidentalmente sfiorati dalla Corte” ma
devono formare “oggetto di chiare opzioni legislative: perchè
solo con la legge può raggiungersi un ponderato equilibrio dei
valori in gioco soprattutto di fronte alla esplosione dei nuovi
diritti determinata, in particolare, dalle incessanti conquiste
della scienza e della tecnica”.
Vep/Grb
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