Roma, 11 feb. (Apcom) – Lo scrittore Roberto Saviano torna sul
caso Englaro con un lungo articolo su El Pais: “Bisogna chiedere
scusa a Beppino Englaro”. Nel testo l’autore di Gomorra scrive:
“come italiano senti la necessità di sperare che il mio paese
chieda scusa a Beppino Englaro. Perché agli occhi del mondo
l’Italia ha dimostrato di essere un paese crudele, incapace di
capire la dofferenza di un uomo e di una donna inferma. Un paese
che invece ha preferito… accusare, lanciarsi accuse, dividersi
per bande. Non dovrebbe essere così. Non ci sono bande. Non si
tratta di dividersi tra chi è per la vita e chi è per la morte”.
Nell’articolo, Saviano accusa apertamente chi, “in nome di un
credo religioso”, ha voluto dipingere il signor Englaro come una
sorte di “conte Ugolino.. che divora i suoi figli”. La cosa
sconcertante, aggiunge, è che “queste idiozie vengono proclamate
in nome di un credo religioso”.
E’ un torto doppio, questo, argomenta Saviano, che danneggia
anche la chiesa o almeno la parte sana della chiesa. Perché c’è
anche una chiesa diversa, quella “dei padri comboniani e di Sant
Egidio, del Cardinale Sepe e del cardinale
Martini…assocciazioni, ordini, personalità cristiane
fondamentali per la sopravvivenza della dignità del mio paese”.
Infine Saviano torna a soffermarsi sulla figura del signor
Englaro, a cui aveva già dedicato un altro intervento nelle
scorse settimane. Englaro, con la sua battaglia, col suo rifiuto
di risolvere la questione “all’italiana… Ha aperto un nuovo
cammino, e ha dimostrato che in italia non c’è nulla di più
rivoluzionario della certezza del diritto”.
VGP
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