Erasmus+ e E-Twinning, i veri ponti sull’Europa

I progetti, sia virtuali che reali, possono essere attivati in tutti gli istituti, dalle elementari alle superiori

Andare all’estero? Conoscere altri Paesi? Parlare una lingua straniera? Mettersi in gioco? «No problem» per le scuole varesine, che sono ai vertici nelle graduatorie per i progetti europei. LI nostri istituti infatti, sono quelli che realizzano più esperienze Erasmus+ che si svolgono all’estero, nonché progetti virtuali E-Twinning, che richiedono agli studenti di lavorare insieme a compagni stranieri su piattaforme informatiche condivise. L’Unione Europea ha recentemente finanziato otto progetti

di tipo K2, che coinvolgono in scambi culturali scuole italiane ed estere. Tre di questi progetti provengono dalla nostra provincia e sono stati presentati dalle scuole coordinatrici Einaudi di Varese, Isis Don Milani di Tradate e Collegio Rotondi di Gorla Minore. Da sottolineare anche l’esperienza dell’Ite Tosi di Busto Arsizio che ha partecipato a un progetto K1 Vet, che coinvolge studenti in esperienze di alternanza scuola-lavoro all’estero.

Di tutto questo si è parlato ieri mattina, allo Ster di Varese, nell’ambito di «Erasmus+ e E-Twinning: ponti sull’Europa, priorità e opportunità per la scuola», un incontro tecnico rivolto ai docenti che intendono presentare un progetto di internazionalizzazione. Il primo dato significativo è che gli scambi coinvolgono tutti i Paesi, non solo quelli in cui si parla Inglese. Questo garantisce ai nostri studenti di avvicinarsi a culture anche molto diverse tra di loro. Per consentire la comunicazione, però, la lingua che si usa più spesso rimane l’inglese. «I ragazzi avranno l’opportunità di frequentare scuole straniere e di essere ospitati dalle famiglie dei compagni, gli stessi ragazzi stranieri saranno ospitati dalle famiglie italiane quando verranno in Italia – spiega Alessandra Antonini, referente internazionalizzazione Ust Varese – Gli studenti che partecipano ad esperienze di alternanza scuola-lavoro spesso soggiornano in ostello, ma nell’ottanta per cento dei casi gli studenti vanno in famiglia».
Si tratta di esperienze di studio finanziate, che si rivolgono fino a un massimo di 100 ragazzi per progetto. Gli studenti non pagano né il viaggio, né il soggiorno all’estero, né tanto meno eventuali visite culturali. Avere un numero di studenti da non superare, però, richiede di fare una selezione che può avvenire sulla base della motivazione, della disponibilità a viaggiare, o delle caratteristiche specifiche del progetto. L’istituto Don Milani, per esempio, ha presentato un progetto sull’inclusione che privilegerà i ragazzi più svantaggiati. I progetti Erasmus+ possono essere attivati in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori. Ci sono programmi anche dedicati agli adulti o ai professori. Per gli studenti di età inferiore ai 14 anni le esperienze all’estero sono più brevi (non possono superare i due mesi).
Molte scuole scelgono i programmi E-Twinning, con i conseguenti scambi virtuali. «In questo caso non si muove nessuno, viene steso un progetto e si parte a lavorare nella propria scuola. Automaticamente si apre sul web uno spazio dedicato al progetto, a cui hanno accesso solo le scuole coinvolte, che diventano gemelle elettroniche» afferma Marzia Luzzini, ambassador di E-Twinning. Un progetto E-Twinning richiede la condivisione di ricerche, elaborati, video, disegni e può essere un punto di partenza per pensare a un Erasmus+, ma già in se stessa l’esperienza virtuale consente di apprezzare la diversità e la ricchezza della cultura europea, dando agli studenti strumenti per affrontare al meglio le sfide della vita reale.