Eurispes: il Sistema Italia tiene, ripresa economica nel 2009

Eurispes: il Sistema Italia tiene, ripresa economica nel 2009


Roma, 30 gen. (Apcom)
– Sono proprio i punti deboli dell’economia
italiana, il sistema bancario tradizionalista, la dimensione
ridotta delle imprese e un sommerso che ha raggiunto ormai il 35%
del Pil, a consentire al nostro paese di resistere meglio alla
crisi globale e di avviarsi alla ripresa già nel corso di
quest’anno. Ne è convinto il presidente dell’Eurispes Gian Maria
Fara, che ha presentato oggi il rapporto 2009 dell’istituto.
“L’Italia sta attraversando la tempesta finanziaria mondiale
senza subire colpi irreparabili. Il sistema tiene”.

In effetti – ricorda il presidente dell’Eurispes -, l’Italia può
contare su un sistema bancario solido, reticolare e dunque ben
collegato al territorio ed un sistema produttivo fondato su quasi
sei milioni di piccole e medie imprese e orientato, per larga
parte, verso tipiche attività manifatturiere che inducono a
guardare con una certa tranquillità al futuro. Si consideri poi
la consistente patrimonializzazione delle famiglie italiane e un
loro indebitamento lontano dagli standard americani. Si stanno
sgonfiando alcune bolle speculative nei settori
dell’approvvigionamento delle materie prime e in quello
immobiliare: tutto ciò potrebbe rappresentare un vantaggio
piuttosto che un danno”.

Secondo l’Eurispes “il governo ha tenuto i nervi saldi” e ha operato una scelta “ragionevole” concentrando le risorse sulle fasce più povere e sul finanziamento della cassa integrazione. “A tutto ciò va aggiunto che la ricchezza che il Paese produce si compone, oltre che di un Pil ufficiale che supera i 1.500 miliardi, anche di un sommerso ormai giunto, secondo le nostre stime, al 35% (540 miliardi circa) di quello ufficiale”. “Insomma, sono proprio quelli che costituiscono i nostri difetti ovvero: un sistema bancario a cavallo

fra innovazione e tradizione, la contenuta dimensione delle nostre imprese, una rilevante economia sommersa a costituirsi in punti di forza e di resistenza di fronte alla crisi. Quando il sereno tornerà, troverà un campo ripulito dalle inutili e dannose sovrastrutture finanziarie e ci riconsegnerà un sistema di intermediazione più votato al finanziamento dello sviluppo che alla finanza creativa. Così – conclude Fara – si stanno ora creando, paradossalmente, le premesse per un 2009 in cui l’Eurispes, sempre severo sulle dinamiche economiche del Paese, vede l’economia italiana in ripresa”.

Cep

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