Europee: alla Camera caccia alla firma per chiedere voto segreto

Europee: alla Camera caccia alla firma per chiedere voto segreto


Roma, 3 feb. (Apcom)
– E’ partita a Montecitorio la caccia alla
firme da raccogliere per avanzare la richiesta di voto segreto
sulla legge elettorale per le Europee che l’Aula della Camera
esaminerà a partire da questo pomeriggio dopo che Pd e Pdl hanno
raggiunto l’intesa sull’inserimento dello sbarramento al 4% per
accedere ai seggi del Parlamento europeo. Per ottenere il voto
segreto è necessario che la richiesta sia sottoscritta da trenta
deputati oppure arrivi dal presidente di un gruppo con almeno
trenta componenti.

La ‘caccia’ parte dalla delegazione radicale del Pd (6 deputati)
che contano di fare leva sui malumori suscitati dall’intesa
raggiunta sulla riforma che non piace a tantissimi ‘piccoli’
partiti rimasti fuori dal Parlamento alle ultime elezioni
politiche ma è osteggiata anche dentro al Palazzo: i più accaniti
oppositori sono i deputati del Movimento per le Autonomie che
hanno presentato una valanga di emendamenti al testo, hanno
chiesto la diretta televisiva e sono pronti all’ostruzionismo
(per cui tuttavia non ci sarà molto spazio visti i tempi
contingentati). La pattuglia del partito di Raffaele Lombardo
alla Camera conta otto deputati. Se firmassero tutti e otto per
chiedere lo scrutinio segreto, insieme ai sei radicali, le
sottoscrizioni salirebbero a 14: mancherebbero altre 16 firme a
quota 30.

Nel caso la richiesta dovesse pervenire alla presidenza della
Camera, Gianfranco Fini concederebbe il voto segreto così come
stabilito dall’articolo 49 del Regolamento della Camera che
stabilisce siano effettuate a scrutinio segreto le votazioni
“sulle modifiche al Regolamento, sull’istituzione di Commissioni
parlamentari di inchiesta, sulle leggi ordinarie relative agli
organi costituzionali dello Stato (Parlamento, Presidente della
Repubblica, Governo, Corte costituzionale) e agli organi delle
regioni, nonché sulle leggi elettorali”.

Oggi si terrà l’Assemblea dei deputati del Pd e sarà quella la
sede in cui i democratici si esprimeranno sulla riforma della
legge elettorale per le europee che prevede il 4% di sbarramento
mantenendo le preferenze. Ma la linea che il segretario, Walter
Veltroni, ha ribadito nella riunione di ieri con i segretari
regionali è quella di “andare avanti senza fermarsi rispettando
l’intesa raggiunta con il centrodestra”, anche perchè “c’è stato
anche un percorso interno”, dal vertice tra i dirigenti alla
direzione in cui la decisione è stata discussa e presa.

Cep

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google