Roma, 30 gen. (Apcom) – Se il Mondiale di Formula 1 si fosse
assegnato sempre con il sistema delle medaglie, idea
provocatoriamente lanciata dal patron del circus Bernie
Ecclestone allo scopo di rendere più interessanti i Gran Premi
premiando dopo ogni gara solo i primi tre piloti, in ben 13
occasioni sui 59 campionati disputati, il campione del mondo
sarebbe diverso rispetto a chi ha poi effettivamente portato a
casa l’iride. E’ quanto emerge da uno studio proposto dalla
Federazione internazionale (FIA).
Andando così a rivedere i fatti gara dopo gara per 59 anni, la
FIA ha scoperto che con il sistema delle medaglie ben tre piloti,
che mai nella realtà hanno vinto il Mondiale, avrebbero potuto
chiudere la stagione con il titolo di campione: l’inglese
Stirling Moss, il francese Didier Pironi ed il brasiliano Felipe
Massa, l’ultimo in ordine di tempo a finire beffato dal rivale di
turno, in questo caso l’inglese Lewis Hamilton, campione del
mondo lo scorso anno all’ultima curva dell’ultimo GP in Brasile.
Il francese Alain Prost potrebbe invece contare oggi quattro
titoli anziché i tre vinti nella realtà, mentre l’inglese Nigel
Mansell ne avrebbe potuti ottenere addirittura altri due.
Intoccabili invece i sette titoli iridati vinti dal primatista
di ogni tempo, il tedesco Michael Schumacher, imbattibile con
qualsiasi sistema. Ironia della sorte, invece, con il sistema
delle medaglie la Brabham si sarebbe trovata spogliata dei tre
titoli vinti quando a dirigerla era proprio Ecclestone. A
testimonianza della sua buona fede?
CAW
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