VARESE Dicevano che il dolore e perfino la morte portano frutto. Anche la morte precoce, improvvisa, inimmaginabile di un ragazzino appena quattordicenne. Oggi, per i genitori di Fabrizio Panin, non è mai stato così vero. Da ieri mattina al Campus di Varese sono partiti i due giorni di basket non stop dedicati a lui e ai circa 150 ragazzini che parteciperanno al torneo dove si raccoglieranno soldi per il Malawi, mentre in un’area retrostante il Gs di Bizzozero si darà vita, con buona probabilità nel breve periodo, ad un campo permanente esclusivamente dedicato ai corsi di guida sicura per i ragazzi che prendono in mano per la prima volta moto e motorini. Merito degli amici che sono stati vicini alla famiglia, dei privati che si sono resi disponibili, delle associazioni che li hanno sostenuti, delle istituzioni che li hanno patrocinati. Non c’è dubbio. Ma all’origine di tutto questo, ed è quello che più conta e che a pensarci mette la pelle d’oca, c’è la perdita di un giovanissimo playmaker morto sull’asfalto di viale Borri dopo una caduta accidentale su un cinquantino. Erano circa le 14 del 2 agosto del 2008, quando sotto il sole battente che scaldava la città Fabrizio, arrivando da Bizzozero per tornare a casa, a Giubiano, ha perso il controllo della moto e ci ha rimesso la vita. Da quel momento in avanti per i suoi genitori è stato un susseguirsi senza sosta di incontri, di amicizie
fiorite inaspettatamente, di esperienze umane che settimana dopo settimana, mese dopo mese, non hanno naturalmente fatto dimenticare la morte di un figlio, ma come hanno testimoniato loro stessi, hanno dato un senso al dolore. E’ questa prima di ogni altra la spinta originaria del “Memorial Panin”, il torneo arrivato alla seconda edizione che tra ieri e oggi sta vedendo sfidarsi una decina di squadre di classe ’98 e ’99 grazie al sostegno del Lions Club della Valganna, e poi di Robur, Campus, Pallacanestro Varese, Comune, Provincia e Coni; il ricavato andrà all’associazione “Malawi nel cuore”, la conclusione è prevista intorno alle 16 e la premiazione sarà alle 16,30 alla presenza di qualche giocatore della Cimberio. Fabrizio giocava proprio in una squadra del settore giovanile. E visto che poco prima dell’incidente mortale stava tornando da un piazzale a Bizzozero dov’era stato allestito un circuito per macchine radiocomandate, si è pensato di dedicare quello spazio ad un progetto altrettanto consonante con la storia di Fabrizio: un campo scuola di guida sicura. L’area è di un privato che ha deciso di donarlo alla causa e di provvedere all’acquisto dell’attrezzatura, alle spese accessorie provvederanno i Lions, e a tenere le lezioni, tra cui prova di frenata sul bagnato e su fondo scivoloso, sarà Alberto Belletti, insegnante di scuola guida e presidente Unasca. Il patrocinio è stato già garantito dalla Provincia, mentre si attende solo l’approvazione del Comune per dare il via alla singolare iniziativa.Francesca Manfredi
e.marletta
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