Federalismo, atto primo si comincia con le briciole

VARESE Il federalismo demaniale ha regalato un boccone amaro a Varese. E allora si guarda a un altro capitolo del federalismo, quello municipale e poi ancora più in là: perché il 2011 è l’anno in cui i decreti attuativi che daranno gambe e fiato al federalismo dovranno arrivare al pettine. Sul fronte del federalismo demaniale, i conti sono fatti. Sei rifugi anti aerei e l’alveo del torrente Valgella sono i beni che lo Stato ha messo sul piatto per l’amministrazione Fontana. Il “no grazie” è ormai cosa certa. «Benefici nulli per noi – ammette il primo cittadino Attilio Fontana – Ma il federalismo demaniale è solo un primo passo, che ha un’importanza secondaria». Sta di fatto che per la città di Varese i beni a disposizione nell’ultima, e ormai definitiva, lista messa a punto dall’Agenzia del demanio si sono “sgonfiati” facendo perdere ad esempio l’opportunità di entrare in possesso della stazione liberty di viale Aguggiari. A disposizione ci sono solo briciole, per le quali Palazzo Estense non sembra intenzionato a muoversi nei 60 giorni a disposizione per far valere il proprio diritto ad entrarne in possesso (i termini decorreranno dal momento in cui sarà terminato l’esame da parte della Conferenza Unificata). Le gallerie anti aeree si trovano in diversi punti della città (piazza Repubblica, Giardini Estensi, via XXV Aprile, viale dei Mille, via Crispi e via Frattini) e se è vero che il loro valore inventariale complessivo è pari a circa 160 mila euro chiaramente differente è il loro “valore di mercato”, considerato il tipo di bene. Eppure Fontana non si arrende e guarda, come i colleghi di partito, alla vera sfida

per il 2011. Sarà davvero l’anno del federalismo? Fino a questo momento sono stati adottati il decreto sul federalismo demaniale, quello sull’ordinamento di Roma capitale e il decreto sui fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province. Entro fine gennaio si attendono i decreti attuativi che daranno disco verde al federalismo municipale e, a seguire il decreto sulla standarzizzzione della spesa, altro grande pilastro federale. Lo stesso Umberto Bossi ha dichiarato che se il decreto sul fisco municipale non passerà tra il 17 e il 23 gennaio, gli italiani torneranno alle urne. D’altro canto dalla riforma della costituzione che ha aperto la via al federalismo sono trascorsi 10 anni: l’attesa è finita? «Non si può aspettare oltre per il cambiamento in questo paese – ribatte  Fontana – Fino a che sarà un terzo del Paese a mantenere tutto il resto, si rischia il collasso per tutti, non solo per il nord, ma anche per il sud». Ecco allora che gli occhi sono puntati al 2011. A cosa si guarda per mettere finalmente in sesto le casse del Palazzo? «Proiezioni sono state fatte – ammette Fontana – sulla nuova imposta comunale sugli immobili, la cosiddetta Imu, ed è fuori di dubbio che questo per noi sarebbe un notevole passo in avanti. Anche se per tirare le somme occorreranno le indicazioni circa i costi standard delle amministrazioni: senza questo altro dato è impossibile arrivare a una cifra certa del gettito». Meno attesa sembra esserci per la cedolare secca sugli affitti che dovrebbe favorire l’emersione dei contratti di affitto in nero. «In questo caso – ammette Fontana – non abbiamo fatto proiezioni sul gettito». Paola Provenzano

s.bartolini

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