Fenomeno orchidea in città Pienone ai corsi “salva vita”

Fenomeno orchidea in città
Pienone ai corsi “salva vita”

Acqua, luce, umidità: le orchidee hanno bisogno di essere conosciute a fondo per poter durare anche tutta la vita.

Ognuna ha le sue esigenze, e il risultato che si ottiene con alcuni esemplari è spettacolare. Alcuni segreti di queste piante dai fiori affascinanti sono stati svelati ieri, secondo giorno per l’esposizione “Varese Orchidea”, esposizione internazionale di Orchidologia, in sala Campiotti nella sede della Camera di Commercio. Dopo un notevole afflusso venerdì (circa 400 presenze almeno), ieri si è sfiorato quasi il migliaio di persone entrate a guardare, comprare e a seguire gli incontri dedicati e i corsi (tutti gratuiti, come l’ingresso).

Sala gremita e posti in piedi per il corso di coltivazione di ieri pomeriggio, tenuto da dell’Alao, Associazione Lombarda Amatori Orchidee. Poca o troppa: l’acqua è fondamentale per non far morire una pianta, Russino ha spiegato che l’umidità e il microclima sono più importanti per le piante che vogliamo far crescere in casa nostra.

«L’umidità ambientale non va sottovalutata – ha spiegato l’esperta che ha recentemente pubblicato un volume, “Orchidee. Come coltivarle in casa” – un idrometro può aiutarci a capire se siamo al 50-60% oppure intorno al 70-80% di umidità nell’aria, che si avvicina all’ideale».

Può essere utile uno spruzzino che micronizza l’acqua e la diffonde sulle foglie. La pianta si bagna con un’immersione, poi da ripetere: quindi via le gocce e riposizionarla, serve a far assorbire l’acqua in modo omogeneo, la cui umidità verrà rilasciata gradualmente.

E l’orchidea deve anche “respirare”, ecco perché i vasi di quelle più comuni hanno il vaso con molti fori. Decisiva è la luce, occhio a fonti dirette di calore e un consiglio in più: «Metterne alcune vicine aiuta a creare un buon microclima di umidità» ha aggiunto. Molti i volontari all’opera, comei, , segretario dell’associazione e al banco Sos orchidee c’era il presidente con .

La domanda più frequente è sulla durata: «Anche per sempre, certo – risponde Ronchi – basta ascoltare i messaggi che la pianta sa trasmettere, guardare stelo, fiore, foglie, radici, per capirne come regolarsi».

La “mortalità” avviene proprio nelle settimane successive all’acquisto (o al regalo), in genere dovuta all’eccesso di acqua. Oggi si continua, corsi e incontri dedicati alle 10.30 (coltivazione), 11.30 e alle 15.30 corso “Quando vale la pena di salvare un’orchidea e quando no, tecniche di rinvaso”.

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