Fido non può entrare? Pirola spiega perché

Il noto locale varesino espone un cartello in cui spiega perché i cani non sono ammessi all’interno: e si scopre che la “colpa” è del Comune

– Il cartello perentorio “Io non posso entrare” è stato sostituito dalle scuse dei titolari degli esercenti. Fido sarebbe ovunque il benvenuto, ma l’amministrazione non lo permette e i commercianti cittadini si sentono in dovere di giustificarsi con i padroni.

«Purtroppo, nostro malgrado, non possiamo permettere l’ingresso ai nostri amici a quattro zampe». E non c’è bisogno di chiedere perché, è spiegato subito dopo. «In quanto il Comune di Varese non ha ancora recepito il Regolamento comunale per la tutela degli animali realizzato da Leidaa (Lega italiana difesa cani e ambiente) e Anci».
Ad appendere questo cartello all’ingresso della sua pasticceria è stato , che più di tutti ha a cuore questa causa.
Prima di tutto perché possiede dei cani e poi perché sono molti i clienti a passeggio con Fido che devono rinunciare ad un caffè, una merenda o un pranzo veloce perché il cane dovrebbe aspettarli fuori.
Una discriminazione ma anche un danno per gli affari. Rifiutare dei clienti non è mai piacevole, in tempo di crisi ancora di più.
L’amministrazione però al riguardo sembra non sentirci proprio. Neanche la lettera che l’onorevole ha scritto al sindaco è servita a sbloccare la situazione. «Caro sindaco, è sconfortante apprendere che a Varese è ancora fatto divieto di entrare nei bar e nei ristoranti con animali domestici al seguito in base alle disposizioni di un regolamento locale del 1993– aveva scritto la Brambilla a Fontana – A nulla valgono le proteste dei proprietari di cani e le perplessità di molti esercenti che vorrebbero far entrare i clienti accompagnati dai propri quattrozampe, ma temono le ispezioni e i verbali dell’Asl. Il mondo cambia, anche se Lei pare non accorgersene. Signor sindaco, me lo lasci dire: ci ha proprio stufato. I cittadini sono stanchi di aspettare risposte a problemi che sarebbe facile risolvere se ci fosse la volontà politica di farlo».
La volontà politica pare invece ci sia. «Almeno da parte mia – replica l’assessore alla Tutela ambientale,– So che gli esercenti e i cittadini attendono da tempo questo benedetto regolamento e nonostante sia appena arrivato è una delle prime cose a cui ho messo mano. L’Asl ha dato la sua disponibilità per un incontro, ma non prima di marzo». E fino ad allora l’iter resterà fermo. «Ho chiesto agli uffici legali di verificare se è possibile fare qualcosa nel frattempo – aggiunge – Stanno valutando».