Fiducia, parola d’ordine ritrovata dalla Chimica tessile

STRESA Il mondo è accorso e un mondo si è spalancato. Passi avanti verso nano e biotecnologie, anche verso la natura che ha sempre preziosi segreti da offrire alla Chimica tessile. E ancora, innovazione può significare un approccio organizzativo diverso. Con un filo conduttore: la crisi è nemico agguerrito, ma si può “sbiancare”, combatterla con le occasioni che essa stessa fornisce.
Sono i messaggi maturati nell’ultima giornata del Congresso mondiale di Chimica tessile a Stresa, ancora ieri preso d’assalto

da delegazioni italiane e di ogni angolo del pianeta. Arrivate per ascoltare le relazioni altamente qualificate, per scrutare e assorbire le novità dei poster, per imparare e credere ancora. Pure lezioni antiche, ma da riaprire con le chiavi della modernità.
Una cinquantina i poster, e di alto livello, hanno “scortato” le relazioni al Congresso. Che come sottolinea Franco Corbani, anche lui esponente dell’Aictc e un riferimento per il progetto Est nel Bustese, hanno rivelato le nuove proposte della ricerca, sulla strada dell’innovazione. Contributi su sostanze nuove o già utilizzate ma in modo differente o insufficiente, che aprono «una nuova era». Il tutto senza dimenticare gli interventi di stampo più culturale, come quello – magistrale – di Ermanno Barni, professore di Chimica organica a Torino. La crisi incombe, la crisi può anche aiutare? Corbani ne è convinto: «Le aziende in difficoltà si rivolgono all’innovazione. Può dare una spinta e qui sono state proposte molte soluzioni». Fiducia è una parola chiave anche per Aurelio Tessaro: «In un momento stagnante si aprono anche orizzonti. Sta all’industria poter uscire e tornare agli investimenti».
 Intanto il presidente della Federazione Alessandro Gigli ha incassato i complimenti degli ungheresi, che ospiteranno la prossima edizione. «Chi non è venuto qui ha perso un treno» sentenzia lo storico Luigi Giavini. Forse anche un aereo.
Marilena Lualdi

m.lualdi

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