Roma, 20 apr. (Apcom) – Il disprezzo delle regole e
dell’interesse generale ha aggravato il bilancio del sisma in
Abruzzo, aveva ammonito ieri il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. A sostenere le stesse tesi è stato il
Presidente della Camera Gianfranco Fini, confermando una sintonia
sulla quale già tanto è stato scritto. “E’ giusto il sentimento
volto ad accertare eventuali responsabilità per la tragedia
provocata dal sisma in Abruzzo”, è la posizione di Fini, espressa
durante una manifestazione di Legambiente.
Secondo il Presidente della Camera, “la vicenda dell’Abruzzo
deve indurre gli amministratori anon transigere sulla
prevenzione, sul rispetto delle regole: altrimenti è evidente che
le conseguenze sono tali da determinare angoscia, ed il giusto
sentimento volto ad accertare eventuali responsabilità”. A
pensarla come Fini è anche il ministro dell’Economia Giulio
Tremonti. Nel terremoto che ha devastato la provincia
dell’Aquila, sostiene, vanno accertate le responsabilità di chi
ha costruito male e di chi non ha controllato: responsabilità da
accertare “in sede amministrativa e suppongo anche giudiziaria
perchè sono mancati i controlli amministrativi e giudiziari.
Questa è una materia che ha assoluto rilievo e dovrà essere fatta
oggetto di accertamento”.
Ma non si placano, intanto, le polemiche suscitate dalle parole
di Berlusconi, che aveva invitato a dedicare più tempo e più
spazio alla ricostruzione che alle inchieste. Al fianco del
Presidente del Consiglio si schiera Daniele Capezzone, portavoce
del Pdl, che invita il Pd a non indugiare in una “polemica
sgradevole”. Osvaldo Napoli, deputato del Popolo delle libertà,
assicura che mai il premier ha sostenuto di non volere inchieste
e invita la stampa a non “manipolare” le notizie. Solo polemiche
“da disperati”, chiude il cerchio il ministro per l’Attuazione
del programma Gianfranco Rotondi.
In attesa del consiglio dei ministri che si terrà all’Aquila
venerdì prossimo, la politica discute anche delle risorse da
utilizzare per la ricostruzione. Secondo Tremonti, l’esecutivo
reperirà i fondi senza introdurre nuove tasse. Uguali
rassicurazioni arrivano da Paolo Bonaiuti, portavoce del premier:
“Il governo Berlusconi non è come quelli di sinistra che hanno
sempre colpito i cittadini con le tasse”.
Dall’opposizione, però, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini
lancia un appello al governo: si preveda subito un contributo di
solidarietà per l’Abruzzo da chiedere ai redditi più alti, a
partire da quelli dei parlamentari, e cioè rivolto ai redditi
sopra i 120 mila euro. Duro Antonio Di Pietro, che parlando dei
fondi per la ricostruzione si rivolge direttamente al Cavaliere:
“Berlusconi venga in Parlamento e ci
dica dove prende i soldi. Per la ricostruzione ci vogliono soldi
e trasparenza. Berlusconi spieghi da dove prende i fondi, perché
non si verifichi che si diano soldi a disgraziati tolti ad altri
disgraziati”.
Tom
MAZ
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