VARESE La Regione impone i nuovi titoli di viaggio, ma il rischio per il cittadino è di dover chiamare il commercialista ogni volta che deve fare il biglietto del pullman. Si tratta dell’ultima novità in tema di trasporto pubblico locale e di relativi tagli, disposta da una delibera della giunta regionale datata 29 dicembre, che ha introdotto delle tariffe particolari a vantaggio soprattutto delle famiglie numerose. Tariffe che non si presentano male nelle intenzioni, ma che presentano non poche complicazioni per chi le dovrebbe applicare e, soprattutto, per chi le dovrebbe utilizzare. Al rientro dalle vacanze di Natale il Comune se l’è trovate davanti con tanto di aut aut da parte del Pirellone: o si approvano i nuovi titoli di viaggio entro il 31 gennaio, o ci si trova con 400 mila euro di buco di bilancio. In sostanza, la Regione chiede che vengano approvate entro fine mese vincolando a tale approvazione la possibilità per il Comune di aumentare le tariffe. Il fatto è che l’aumento pari al 10% del biglietto a partire da febbraio rappresenta attualmente lo strumento più importante che Palazzo Estense può utilizzare per compensare il taglio di 400 mila euro sui trasferimenti dalla Regione.I titoli di viaggio però comportano non poche difficoltà nell’applicazione pratica. C’è ad esempio l’agevolazione sui biglietti singoli che prevede il trasporto gratuito per tutti i ragazzi sotto ai 14 anni accompagnati da un genitore, che però pone il problema della verifica sui titolati ad avere l’esonero dal pagamento: è possibile solo con la richiesta dei documenti da parte del controllore. Per gli abbonamenti invece c’è un sistema a scalare per cui paga solo un genitore e il primo figlio
che siano abbonati, mentre il secondo figlio, se minorenne, ha uno sconto del 20%, e dal terzo in avanti viaggiano gratuitamente. Tutti loro dovranno avere indicati sulla tessera i nomi dei familiari, e poi resta il problema della verifica. Infine, c’è la possibilità tutt’altro che inutile di avere un biglietto unico per tutta la rete regionale: si pagano 15 euro per viaggiare un’intera giornata su qualunque mezzo pubblico, anche se al cittadino conviene solo per percorrenze molto lunghe o per numerosi spostamenti. Per fare un esempio, andata e ritorno da Milano in treno costano 8,40 euro, due biglietti della metropolitana 2 euro, idem per il pullman: in pochi casi si arriva alla soglia dei 15 euro. Inoltre, non si capisce ancora come potranno essere ripartiti gli incassi tra i più diversi gestori dei servizi, visto che il biglietto sarà emesso e pagato in un solo posto.Per quanto riguarda la tempistica, tutto lascia pensare che Varese arrivi in tempo utile alla scadenza stabilita, pur con dubbi e perplessità manifestate dagli operatori. Il 24 si riunirà la commissione consiliare, il 26 il consiglio comunale che procederà alla votazione. «È chiaro che nessuno vede gli aumenti delle tariffe come un fatto positivo – sottolinea l’assessore delegato Fabio Binelli – soprattutto in questo periodo di crisi». Ma in caso contrario, si verrebbe a creare un buco di bilancio pari a 400 mila euro. «Per compensarlo andrebbero trovati nella parte corrente, che però subirà già un taglio di 2 milioni e 700 mila euro da parte dello Stato centrale. Si arriverebbe così ad un taglio complessivo di 3 milioni e 100 mila euro». Evidentemente insostenibile, per le casse del Comune.Francesca Manfredi
s.bartolini
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