Roma, 13 mar. (Apcom) – Anche in Messico oltre che in Francia
infuriano polemiche sul soggiorno messicano del presidente
francese Nicolas Sarkozy, che ha trascorso prima della visita di
Stato nel paese – iniziata lunedì scorso – diversi giorni in
vacanza con la moglie Carla Bruni: chi ha pagato? Attorno alla
parte privata della visita c’è stato un fitto velo: solo domenica
si è saputo che il presidente francese già era in Messico da
venerdì. Si dice che sia stato ospite del noto miliardario
Roberto Hernandez Ramirez, membro del cda di Citigroup.
Chi ha pagato? Se lo chiedono i francesi, che risventolano lo
spettro del conflitto d’interessi; il palazzo dell’Eliseo aveva
annunciato che la parte privata del viaggio era comunque
gentilmente offerta dal governo messicano, ovvero che era
effettuata “su invito del presidente Felipe Calderon”. Hernandez
Ramirez è assai vicino a Calderon.
E anche a Città del Messico si chiedono a chi sia finito il
conto. Uno dei leader dell’opposizione di sinistra, Mario Alberto
di Costanzo Armenta, ha annunciato di aver depositato una
interrogazione all’Istituto federale di accesso all’informazione
(Ifai, organo governativo). Di Costanzo Armenta è un ex deputato
del PRD, il principale partito dell’opposizione di sinistra.
Secondo di Costanzo Armenta, Sarkozy e la moglie Carla hanno
soggiornato per tre giorni – da venerdì a domenica – in una
proprietà al mare di Hernandez Ramirez, presidente della quarta
banca del paese, Banamex, filiale della banca americana
Citigroup. “Vorrei sapere perché ha prestato o affittato la sua
villa” dice l’ex deputato.
Secondo fonti francesi, Ramirez ha offerto in seguito anche il
soggiorno nel suo lussuoso albergo “El Tamarindo”. Da ieri la
polemica – lanciata dalla radio Rtl – infuria in Francia perché,
come ricorda il quotidiano di sinistra Liberation citando i tanti
esempi precedenti, “Nicolas Sarkozy ama i miliardari e i loro
inviti”.
Quanto alla vacanza offerta dal Messico, un alto diplomatico
messicano, che richiede l’anonimato, ha detto a Rtl “certamente
la presidenza messicana non ha pagato per un soggiorno che non si
è svolto in una residenza dello Stato”.
Ma la questione veramente imbarazzante, scrive Liberation, è che
Roberto Hernandez Ramirez si porterebbe dietro la reputazione di
aver partecipato al narcotraffico: e cita il sito di sinistra
“Rue89” secondo cui “negli anni Novanta fu sospettato in Messico
di far passare cocaina sudamericana nei suoi possedimenti e di
partecipare al riciclaggio del denatoro della droga”. La fonte?
Un articolo del “Boston Phoenix” del 1999 intitolato “Clinton e i
suoi amici narcos messicani”, che riprendeva a sua volta una
inchiesta del giornale messicano “Por Esto”.
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