Roma, 26 feb. (Apcom) – Lo sviluppo di Christie’s in Cina sarà
molto limitato: l’Autorità cinese per i Beni culturali ha infatti
imposto forti limiti sugli oggetti che la famosa casa d’aste può
portare dentro o fuori dalla Repubblica popolare cinese. E’
questa la ‘vendetta’ di Pechino contro la vendita per 28 milioni
di euro delle due teste di bronzo, quella di un topo e quella di
una lepre, battute ieri all’asta per la collezione d’arte Yves
Saint Laurent – Pierre Bergé.
Dalle minacce ai fatti, la Cina non ha perso tempo. Dopo la
condanna a Christie’s, le autorità cinesi hanno inviato una
circolare a tutti i dipartimenti culturali, le gallerie d’arte e
anche agli uffici della casa d’aste in Cina annunciano le nuove
misure, scrive l’agenzia di Stato Xinhua. Sarà necessario
dimostrare un certificato di possesso legale e fornire dettagli
sulla provenienza per ogni oggetto da mettere in vendita, si
legge nel documento. Pechino accusa Christie’s di aver messo
all’asta in passato oggetti “di contrabbando o illegalmente
presi”. Tra questi, ovviamente, anche le due teste del
Diciottesimo secolo della collezione YSL, trafugate nel 1860
dalle truppe franco-britanniche dal Palazzo d’Estate
dell’imperatore durante la Guerra dell’Oppio, e finte nella
collezione dello stilista francese e del suo compagno.
Per quanto riguarda questi bronzi la Cina fa sapere che non si
arrenderà e “continuerà a chiedere il ritorno delle sculture con
ogni mezzo consentito dalle convenzioni internazionali e dalle
leggi cinesi”.
Chb
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