Francia; Nuovo sequestro manager, anche tre inglesi

Francia; Nuovo sequestro manager, anche tre inglesi


Lione (Francia), 8 apr. (Apcom)
– Quattro dirigenti della Scapa,
azienda britannica produttrice di adesivi e colle industriali,
sono stati sequestrati dai dipendenti in sciopero presso lo
stabilimento francese di Bellegarde-sur-Valserine, non lontano
dalla frontiera svizzera: lo hanno reso noto fonti della polizia
locale, all’indomani della prima presa di posizione pubblica sulla questione del presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy.

La Gendarmerie non ha reso noto il numero delle persone bloccate
da ieri sera all’interno dello stabilimento, che secondo quanto reso noto dalla direzione generale di Manchester sarebbero quattro: il direttore di Scapa Europe, la responsabile delle risorse umane e il direttore finanziario, tutti cittadini britannici, e il direttore di Scapa France, di nazionalità francese.

I dipendenti protestano contro la chiusura dello stabilimento,
annunciata nel febbraio scorso: il sequestro – definito
“un’azione non violenta” dalla direzione generale in Gran
Bretagna – è avvenuto dopo la rottura dei negoziati in corso con
i sindacati; stando a fonti sindacali i dirigenti sono liberi di muoversi all’interno dell’impianto ma non di lasciare l’edificio.

E’ il quarto caso di sequestro di dirigenti avvenuto in Francia
nell’ultimo mese: il 12 marzo scorso l’amministratore delegato
della Sony francese era stato virtualmente sequestrato dai
dipendenti e costretto a passare la notte nella fabbrica di
Pontonx-sur-l’Adour, che chiuderà ad aprile; e non si può evitare di notare come nelle ore immediatamente successive sia stato concluso un accordo che migliorava sensibilmente le condizioni di allontanamento dei lavoratori.

Il 23 marzo era invece toccato al direttore dello stabilimento
della 3M di Pithiviers, liberato dei giorni dopo dietro l’impegno a riprendere i negoziati sulle condizioni di allontanamento di 110 dipendenti; Il 30 marzo era stata la volta di cinque manager della Caterpillar France, rilasciati anche qui con l’impegno e riprendere i negoziati sulla ristrutturazione del gruppo, che prevedeva oltre 700 licenziamenti; il giorno successivo il patron della Ppr, il miliardario Francois Henry-Pinault, era stato bloccato per un’ora a Parigi da un centinaio di dipendenti, che avevano circondato la sua auto.

Azioni causate dalla grave situazione di crisi e che per la
maggior parte dei sindacati sono “legittime”: “Non dico di
approvarle, ma mettetevi nei panni di questi lavoratori che non
hanno nulla da perdere”, sottolineava un rappresentante di Force
Ouvriere, mentre Cgt e Solidaires facevano notare come “la
violenza fatta ai dipendenti vittime di un licenziamento è ben
più grave”.

Il governo di Parigi si era ben guardato dal criticare quanto
accaduto definendo anzi “scandalose” le riduzioni del
personale decise da molte aziende e giustificate con le necessità di tagliare i costi dettate dalla crisi. Solo ieri il presidente Nicolas Sarkozy ha chiesto durante un comizio di porre fine ad azioni “illegali”, pur riconoscendo che il comportamento di molti industriali è “inamissibile”. Sarkozy ha segnalato che deve “prevalere lo Stato di diritto”. E tuttavia è difficile pensare ad un intervento di forza della polizia in un periodo in cui si rischia di esacerbare ulteriormente lo scontro sociale.

(con fonte Afp)

Mgi

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