Furti di identità e frodi: Varese è quarta

Furti di identità e frodi: Varese è quarta
Medaglia di legno per la città giardino: 186 casi denunciati. Davanti, in Lombardia, ci sono Milano, Brescia e Bergamo

Furti di identità e frodi creditizie: Varese quarta provincia in Lombardia con 186 casi denunciati, il triplo di quelli registrati l’anno precedente quanto Varese era sesta con 61 casi segnalati. La palma spetta a Milano, con 743 episodi segnalati; al secondo posto c’è Brescia, con 267, seguita da Bergamo 194 casi denunciati e da Monza e Brianza con 182 casi segnalati. In Lombardia, infine, nei primi sei mesi del 2016 sono stati rilevati 2.070 casi contro i 890 dell’anno scorso. Queste le principali evidenze contenute nell’Osservatorio Crif sui furti di identità e le frodi creditizie – giunto alla ventunesima edizione – che monitora in modo sistematico e strutturato il fenomeno facendo emergere una dimensione assolutamente preoccupante seppur non sempre associata a un’adeguata consapevolezza e a comportamenti di autotutela realmente efficaci. Quello della frode creditizia con furto di identità è un reato insidioso: molto spesso le vittime impiegano settimane prima di capire di essere cadute in trappola. In sintesi funziona così: i malviventi (parliamo di persone con ottime conoscenze informatiche, veri e propri hacker, non di improvvisati) rubano l’identità dell’inconsapevole vittima. Come? Attraverso il phishing pescano in rete i dati personali, con tanto di coordinate bancarie, del malcapitato. Per raggiungere lo scopo i truffatori possono craccare siti di e-commerce, rubando i dati delle carte di credito di chi ci ha fatto regolarmente acquisti, oppure agiscono inviando e mail a strascico (nell’ordine delle migliaia) fingendosi istituti di credito, società finanziarie, enti pubblici e privati riconosciuti e accreditati presso il grande pubblico fingendo che si tratti di comunicazioni di servizio all’utenza e carpendo così, per la legge dei grandi numeri, i dati personali, fiscali e finanziari della vittima. A quel punto il gioco è fatto. Una volta in possesso dei dati i truffatori utilizzano queste credenziali per fare acquisti, accendere

finanziamenti e, nei casi peggiori, persino dei mutui.I 186 casi denunciati a Varese e provincia nei primi sei mesi del 2016 sono relativi, fortunatamente, a situazioni meno esose. Nel caso di Varese quasi il 90% delle frodi denunciate riguarda la clonazione di carte di credito, non dell’apertura di linee di credito bancarie, attraverso le quali i truffatori hanno acquistato, rispettando il trend nazionale, elettrodomestici e prodotti elettronici: gettonatissimi tablet, pc di ultima generazione e smartphone. Varese, però, si discosta dalle statistiche per quattro casi bizzarri: le carte di credito clonate a cittadini di Gavirate e Biandronno erano state utilizzate, nella zona di Roma, per finanziare giocate di poker online da centinaia di euro a puntata. In altre cinque occasioni le forze di polizia che hanno poi rintracciato gli utilizzatori delle carte di credito, hanno denunciato, a Torino, altrettanti cittadini stranieri che, attraverso carte di credito clonate ai danni di varesini, avevano eseguito ricariche telefoniche da duecento, trecento o quattrocento euro a spese della vittima. Nel 2013 un bustese di 51 anni si ritrovò invece a saldare le rate per l’acquisto di una Mini Minor che in realtà non aveva mai acquistato. A lui era stato intestato il finanziamento aperto dal truffatore. La vittima si è accorta di quanto stava accadendo un mese dopo quando si è ritrovato a dover pagare una rata da quasi 500 euro per saldare, con finanziamento di 24 mesi, il costo della vettura. A cadere nella rete dei truffatori, infine, sono più gli uomini delle donne con percentuali di 60 contro 40, mentre la fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 40 e i 50 anni, che acquista molto volentieri online, ad esempio, ma non appartenendo alla generazione dei nativi digitali non padroneggia il mezzo in modo tale da potersi tutelare.

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