Roma, 29 set. (TMNews) – La storia di Ray, per tutti il “ragazzo della foresta”, non regge: il racconto dell’adolescente che si è presentato in un posto di polizia di Berlino a metà settembre sostenendo di avere vissuto cinque anni nei boschi assieme al padre, il quale nel frattempo sarebbe morto, presenta numerosi buchi, secondo la polizia della capitale tedesca.
Stando al suo racconto, il ragazzo, 17 anni, è partito con il padre per l’avventura dopo la morte della madre in un incidente stradale cinque anni prima. Il padre sarebbe morto da poco e lui lo avrebbe sepolto in una buca. Le forze di polizia nel sud della Germania e nei paesi vicini, Repubblica ceca e Austria, hanno avviato le indagini per trovare un cadavere: “Non abbiamo trovato niente”, ha ammesso il portavoce della polizia di Berlino, Thomas Neuendorf. “Forse ci sta raccontando una storia che non è vera e per questo non vuole che sia resa pubblica”, ha aggiunto l’agente.
Ray, che quando è arrivato aveva con sè solo una tenda, un sacco a pelo e uno zaino, ma nessun documento di identità, parla inglese (non è chiaro se madrelingua) e mastica qualche parola di tedesco. La tenda con la quale è arrivato è usata, ma non così tanto da far pensare che il giovane abbia trascorso anni nei boschi: “Era pulito e aveva abiti puliti addosso – ha aggiunto Neuendorf – le sue unghie tenute bene e le mani curate. Cose simili fanno pensare”.
Dalla morte del padre, “ha detto di avere camminato per due settimane, ma non sa dirci niente del viaggio o il perchè abbia scelto di venire in municipio”, ha aggiunto. Intanto è stato nominato un tutore per Ray, un’assistente sociale, e il passo successivo che avevano in mente le autorità era quello di lanciare un appello pubblico per trovare qualcuno che possa aiutare il ragazzo a riempire i suoi “vuoti” di memoria. Ma Ray si è rifiutato di collaborare con gli agenti per scoprire la sua vera identità, affermando semplicemente di “volere andare avanti con la sua vita”.
Cuc
© riproduzione riservata










