Giacomo ai ragazzi di Busto «Il mio segreto con Aldo e Giovanni»

BUSTO ARSIZIO Gli inizi, la tenacia, la carriera agguantata. E i consigli da dare ai futuri artisti, agli studenti dell’Istituto Antonioni di Busto Arsizio. Alla domanda “Cosa non rifaresti ?” Giacomo Poretti, meglio noto con il semplice nome di battesimo insieme ai soci Aldo e Giovanni, risponde “Il cosmo sul comò” e davanti a lui si materializza il manifesto del film, «L’unico – spiega il direttore Andrea Castellanza – disponibile per l’acquisto». L’appuntamento è stato un’occasione per ripercorrere i suoi esordi, ricordare come conobbe i due inseparabili compagni di avventura e ragionare sul mondo del cinema. Il debutto, in un teatro parrocchiale di Villa Cortese: «Il prete cercava tre bambini, uno piccolissimo, uno grasso e uno altissimo – racconta – Indovinate che ruolo ottenni». Poi gli anni in fabbrica e in ospedale, fino alla decisione di

iscriversi alla scuola del teatro Sociale di Busto. «Mettemmo in scena Il conte di Carmagnola, un dramma di Manzoni mai rappresentato, una proposta difficile da recepire, ma che mi spinse a licenziarmi e dedicarmi alla mia passione». Descrive l’incontro con Aldo e Giovanni in termini di  “folgorazione”. «Erano avanti trent’anni, come proposta comica e modo di esprimersi». Il proprietario del Caffè Teatro di Verghera mise a disposizione di questo inedito trio il palco la domenica sera. «C’erano trenta spettatori – confessa – ma tornavano ogni settimana. Ci siamo esibiti per cinquanta domeniche di fila. Ci trovavamo al pomeriggio, creavamo un canovaccio e ci dividevamo i ruoli: lì è nato tutto il nostro repertorio».  Ai ragazzi seduti davanti a lui ripete che le scuole servono moltissimo, ma fuori è “durissima”.il servizio completo di Emilia Carnaghi sul giornale di oggi

m.lualdi

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