Roma, 18 gen. (TMNews) – Sul processo penale servono riforme più incisive. A sottolinearlo è stato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nella relazione sullo stato dell’amministrazione della giustizia che sta pronunciando nell’aula del Senato.
La lentezza è “il nemico mortale” della giustizia, ha sottolineato Alfano, riferendo come nel campo penale i dati mostrino una sostanziale “stabilità delle pendenze”, a differenza di quello che accade nel civile dove per la prima volta da trent’anni a questa parte si registra un calo del 4%. Alla fine di dicembre 2009, ha spiegato il Guardasigilli, i processi penali pendenti erano 3.335.039, nel giugno del 2010 si è passati a 3.290.950: “Segno evidente della necessità di una maggiore incisività degli interventi sul processo penale nella seconda parte della legislatura”.
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