Roma, 30 gen. (Apcom) – Secondo il ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, “vi è un nemico non convenzionale e occulto
della giustizia: è la rassegnazione all’inefficienza, alle
polemiche e allo status quo”. E’ in quest’ottica che, durante
l’inaugurazione dell’anno giudiziario, oggi in Cassazione, il
Guardasigilli ha ripercorso la relazione tenuta questa settimana
alle Camere, ribadendo a più riprese che “la conservazione
dell’esistente non è più ipotizzabile” e che l’obiettivo
dell’azione del governo, cui devono contribuire tutti gli attori
del mondo della giustizia, è “quello di ridare con urgenza
dignità alla giustizia civile” che per troppo tempo è rimasta “la
sorella povera del sistema giudiziario”.
Per quanto attiene alla giustizia penale, Alfano ha ribadito che
si sta lavorando “affinché il processo sia rapido e giusto” e a
“un sistema che sappia individuare i magistrati chiamati a
dirigere gli uffici per le specifiche attitudini organizzative e
per le autentiche capacità gestionali”.
Gic/Ral
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