"Giusto curare i clandestiniMa poi vanno denunciati"

VARESE (lr) Cure e diritto alla salute garantite anche ai clandestini, che poi però dovranno essere denunciati alle forze di polizia dagli stessi medici che li hanno soccorsi. É così che dovrebbe funzionare in Italia secondo l’onorevole Fabio Rizzi che su questa faccenda fa pesare sia il suo ruolo di senatore del carroccio che quello di medico di pronto soccorso: «Garantire l’assistenza sanitaria a

qualsiasi individuo, a prescindere dalla sua posizione sociale, legale o economica è doveroso per una società civile – precisa -ma il medico ha anche dei doveri come pubblico ufficiale e quindi, dopo aver curato deve anche denunciare i reati di cui è a conoscenza. Accade già per ferite d’arma da taglio o da fuoco e dovrebbe valere anche per la condizione di straniero irregolare».

PRESTO LA LEGGE
Questo della denuncia del paziente-straniero irregolare è un principio molto caro al Carroccio che dopo averlo proposto in Friuli, ora è pronto a presentarlo, per la seconda volta, in Senato: «Ai tempi del decreto sicurezza dovemmo ritirare l’emendamento per ragioni tecniche, ma tra pochi giorni il parlamento discuterà la legge sicurezza, che ha procedure diverse – spiega Rizzi – quella sarà l’occasione buona per approvare questo principio e farlo diventare legge dello Stato». Per ora invece la normativa di riferimento risale al 1998, quando l’Italia mise «nero su bianco» quel principio umanitario e di civiltà che è «l’assistenza sanitaria gratuita ai bisognosi», in questo caso alle persone extracomunitarie senza permesso. Una legge pensata non solo per la tutela del diritto alla salute dei singoli individui, ma anche e di conseguenza per il benessere della collettività nel suo complesso. Ed è proprio in quest’ottica, quella della salute collettiva, che il provvedimento voluto dalla Lega incontra le maggiori critiche da parte delle opposizioni e non solo.

CRITICITA’Lo scopo di questa norma sarebbe quello di contrastare la presenza di stranieri senza regolare permesso di soggiorno. Un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche che però propongono soluzioni diverse che sollevano spesso questioni di principio. In questo caso invece la critica sollevata ha carattere prettamente pratico: il rischio che le persone senza regolare permesso di soggiorno rinuncino a farsi curare o ad andare dal medico piuttosto che farsi denunciare e quindi incarcerare e poi rimpatriare. Per molti sarebbe una conseguenza scontata e con pessime conseguenze per la collettività con

il rischio che certe malattie si diffondano senza controllo, ma Rizzi non la pensa così: «Qualunque persona quando sta male chiede di essere curata. Magari non subito, ma certo non lascia passare più di qualche qualche giorno si rivolgersi a un medico e cercare aiuto. Quindi non credo possano verificarsi scenari del genere – conclude – E in ogni caso nessuno ha la sfera di cristallo per poter prevedere quali effetti avrà la legge. Ma è giusto che i medici denuncino anche il reato di clandestinità come già fanno per altri reati».

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google