Gli islamici avanzano a Varese «Diritti anche in terra leghista»

Gli islamici avanzano a Varese 
«Diritti anche in terra leghista»

«Varese è anche la nostra città, chi amministra non può continuare a non riconoscerci. Non possiamo essere l’unica città in Italia dove i musulmani non hanno diritti, solo perché c’è la Lega».

Gli islamici varesini aprono le porte del loro centro culturale di via Giusti, per una conferenza stampa dei loro vertici, il presidente, il segretario e , portavoce della comunità siriana.

E sono due le novità su questo fronte. Innanzitutto, la possibilità che la protesta dei musulmani per il caso varesino diventi internazionale.

«Siamo stati contattati da Al Jazeera – spiega Stabilini – già due volte. Vogliono fare un servizio sulla discriminazione che avviene qui a Varese, dove c’è la Lega. Noi li abbiamo bloccati per il momento, perché non vogliamo creare un danno economico al Paese visto che siamo a pochi chilometri da dove si svolgerà l’Expo. Ma se vanno avanti a sbatterci la porta in faccia, non sarà sempre così».

La seconda novità, non direttamente collegata alla questione del centro, ma nata in questi giorni, è il progetto, per ora solo teorico, di nascita di un movimento politico in rappresentanza dei cittadini extracomunitari.

«Sarà un movimento trasversale, per dare una rappresentanza nelle istituzioni, alle elezioni amministrative, di quei cittadini che provengono da Paesi extra Ue, indipendentemente dalla fede religiosa».

Ma questo è un progetto che non coinvolge solo i musulmani. Mentre oggi la richiesta riguarda proprio i problemi degli islamici di Varese. «Come vedete, l’edificio ha perdite d’acqua, non è adatto per un luogo di ritrovo. Che non è un luogo di culto, se non il venerdì. Gli altri giorni è un centro culturale come ce ne sono tanti. Anche gli scout, nelle loro sedi, pregano. Ma questo non le trasforma in luoghi di culto».

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