Gli nega i soldi. E lui tenta di aggredirla in macchina

La presidente dei City Angels vittima di un tossico in stazione «Scaricate l’app 112 , difendetevi»

– Aggredita nei parcheggi davanti alla stazione da un tossicodipendente in cerca di denaro. , presidente dei City Angels, avverte il gentil sesso: «State attente in quella zona, e quando entrate in auto chiudetevi subito dentro». Ha passato attimi di paura anche lei che con le situazioni border line ha a che fare tutti giorni. Lei che gira per strade di Varese di notte per prestare servizio di volontariato nei City Angels, ieri

pomeriggio si è spaventata molto quando un ragazzo ha tentato di aggredirla nei parcheggi di fronte alla stazione dello Stato. «Erano le cinque del pomeriggio, quindi c’era ancora luce e il via vai nel parcheggio frenetico – racconta Aimini – Sono salita in macchina al termine di una commissione quindi un po’ sovrapensiero. Ho gettato la borsa sul sedile, ho chiuso la portiera e come d’abitudine ho schiacciato il bottone per inserire la sicura».

Una fortuna perché un secondo dopo, contando di prenderla di sorpresa, un ragazzo si è avvicinato alla macchina e ha tentato di aprire la portiera con un gesto veloce. «Probabilmente non si aspettava di trovarla bloccata e quindi ha iniziato a picchiare sul finestrino intimandomi di aprire». Il ragazzo, di origine italiana, aveva tutto l’aspetto di un drogato in crisi d’astinenza. «Un po’ ho imparato a riconoscere alcuni atteggiamenti tipici dei tossicodipendenti: il nervosismo, l’aspetto trasandato… E lui era particolarmente smanioso di recuperare dei soldi».
La presidentessa dei City Angels ha avuto il tempo di reagire e innestare la retromarcia per uscire dal parcheggio. «Intanto lui si è aggrappato allo specchietto, ha tentato di nuovo di aprire la portiera e continuava a dirmi di dargli i soldi. Al che ho alzato il telefonino e gli ho mostrato l’icona dell’Areu. Era italiano quindi ha capito perfettamente di cosa si trattava e ha mollato il colpo».

Quella del 112 è un’applicazione che si può installare su tutti i telefonini e consente di chiamare il numero unico per le emergente con un click e di essere rintracciati. «Io la tengo sulla schermata principale perché con il lavoro che faccio non si sa mai, ma consiglio a tutti di scaricarla».
Il consiglio più importante che la Aimini si sente di dare, soprattutto alle donne, è però quello di abbassare le sicure alle portiere come prima cosa quando si sale in auto. «L’ho imparato durante un corso di difesa personale ed è una semplice mossa che ci consente di prenderci del tempo per reagire in caso di pericolo. Io d’istinto ho innestato la retromarcia quando mi sono sentita aggredire ma, per esempio, avrei potuto iniziare a suonare il clacson». Anche se forse nessuno l’avrebbe notato.
Il ragazzo ha agito con tanta nonchalance che nessuno intorno si è reso conto di cosa stesse succedendo. «Nessuno per lo meno è intervenuto. Io poi sono scappata a tutto gas e sinceramente non mi sono guardata intorno». Resta la paura per quello è accaduto e per la violenza con cui questo ragazzo si è scagliato contro la sua auto, in pieno giorno.