Gli stranieri sono in crisi. Ma non qui

Crollano le rimesse degli immigrati sia su scala nazionale che in Lombardia. Varese in controtendenza. In Romania il flusso più consistente, poi Marocco e Bangladesh. E cresce la voglia di fare impresa

– La crisi si fa sentire non solo per gli italiani, ma anche per gli immigrati che vivono e lavorano nella nostra regione: nel giro di un anno, le loro rimesse (ossia le somme di denaro che sotto varie forme vengono inviate alle famiglie in patria) sono calate drasticamente, passando da 1,2 miliardi nel 2013 a poco più di 1,1 nel 2014.
La perdita complessiva in Lombardia corrisponde al -5%. 
Varese, però, è in controtendenza sia rispetto al dato nazionale (-3,8%) sia rispetto a quello regionale (-5%). Nella nostra provincia, infatti, le rimesse sono passate in un anno da 53 milioni e 774 mila euro a 56 milioni e 160 mila euro, registrando un aumento del 4,4% e una variazione di 2 milioni e 386 mila euro su base annua.

Insomma, è nel nostro territorio che gli immigrati riescono a racimolare qualche soldo in più e ad inviarlo in patria, mentre nel resto della Penisola fanno molta più fatica. Varese ha un peso relativamente alto in Lombardia (5%) e in Italia (1,1%) e ha, quindi, contribuito a non far incrementare ulteriormente la caduta delle rimesse per l’anno 2014, mostrandosi in controtendenza rispetto all’intero sistema Paese.
Secondo i dati che sono stati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano (su dati registro delle imprese 2015 e 2014, dati Istat e Banca d’Italia 2014, 2013, 2012, 2011, 2010 e 2009, dati World Bank 2015), il primo posto per rimesse nella nostra provincia è occupato dalla Romania: nel 2014 sono stati inviati in questo Paese ben 6,3 milioni di euro (11,3% del totale). A seguire il Marocco con 4,7 milioni di euro (8,4% del totale), il Bangladesh con 3,7 milioni (6,6%), il Perù con 3,6 milioni (6,4%), il Senegal con 3,4 milioni (6,1%), l’Ecuador con 2,8 milioni (5,1%), l’Albania con 2,6 milioni (4,7%), l’Ucraina e il Pakistan con 2,3 milioni (4,2%) e, per chiudere la top ten, lo Sri Lanka con 2,27 milioni (4,1%).
Anche in questo caso il dato varesino si mostra relativamente discorde da quello regionale (e milanese in particolare): se a Milano i primi due Paesi per rimesse sono le Filippine e la Cina (con, rispettivamente, 95 e 79 milioni di euro), possiamo invece notare come a Varese questi due Stati non compaiano nemmeno nella classifica dei primi dieci Paesi per rimesse.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Varese sono, invece, Como, Lodi, Pavia e Monza, dove il primo Stato per rimesse rimane la Romania. A livello regionale, infine, un dato su tutti è da osservare: le rimesse verso la Cina si dimezzano, passando in Lombardia da 186 a 97 milioni di euro, per un – 47%.  
Nonostante la crisi, poi, continua la voglia di fare impresa degli stranieri: sono infatti oltre 90mila le imprese straniere attive in Lombardia nel 2015, in crescita del 5,8% rispetto all’anno precedente. 73mila sono piccole imprese (imprese individuali) e tra le comunità più attive ci sono egiziani, cinesi e marocchini.
A Varese, nel 2015 si registrano poco meno di 56mila imprese italiane e ben 6mila imprese straniere, per un totale di 61.810 imprese attive. Quella straniere hanno un peso del 9,9% per cento sul totale e, in un anno, sono cresciute del 5,9%, in perfetta linea con quello che è il dato regionale.