«Grazie alle forze di Polizia. Ora vogliamo solo giustizia»

La famiglia di Giada Molinaro sta affrontando il dolore con grande dignità

«Ringraziamo le forze di polizia, i carabinieri e la polizia locale, che hanno identificato chi ha investito e ucciso Giada».

Mamma Stefania, papà Pasquale, amici e familiari, sono tutti insieme nella casa di famiglia. Il pirata della strada che ha travolto Giada Molinaro, 17 anni, studentessa, mercoledì sera in viale dei Mille a due passi dalla sua abitazione, è stato fermato da poche ore.

Flavio Jeanne, 24 anni, cuoco residente a Varese. Tornava da una serata con la fidanzata: non avrebbe mai toccato i freni. Ha travolto Giada e ha continuato la sua corsa verso il centro di Varese. Ieri i familiari della ragazza hanno mostrato una dignità nell’affrontare un dolore impareggiabile di un livello superiore. Altri per molto meno avrebbe gridato all’assassino, chiesto la pena di morte. La famiglia Molinaro chiede invece semplicemente giustizia. Ringrazia chi ha catturato il pirata. E aggiunge: «Se è lui ci auguriamo che paghi sino in fondo per quello che ha fatto», spiegano.

Jeanne, con le nuove norme sull’omicidio stradale, rischia moltissimo. Nessuno, tra i Molinaro riesce a spiegarsi «perché non si sia fermato. Sapeva, perché sapeva, di aver investito una persona. Perché non si è fermato? Vale così poco la vita di Giada da non fermarsi nemmeno a prestarle soccorso? A capire come sta. Ad assumersi le proprie responsabilità».

Giustizia, dunque. «Non ci restituirà Giada – spiegano i familiari – ma crediamo possa essere almeno in pace. Avrà giustizia. Quello che è accaduto speriamo possa servire ad altri. Che Giada non sia morta invano».

La famiglia è stata contattata dall’avvocato Davide Musicco, avvocato dell’associazione Vittime della Strada che in una lunga lettera si è offerto di patrocinarli. «Perché sia fatta giustizia davvero – dice Musicco – e vorrei che la famiglia si costituisse parte civile. Per dare un segnale forte». La famiglia oggi pensa al dolore di aver perso Giada. Il pirata è stato arrestato ma lei non c’é più. «È insopportabile il dolore – spiegano i familiari – l’assenza. Il vuoto. L’istinto di chiamarla, anche se sai che non risponderà».

Giustizia, anche se un processo non lenirà mai il dolore. «Non ce la restituirà. Ma speriamo che possa avere pace». Poi una considerazione. Una sicurezza: «Giada non si sarebbe mai comportata così». Giada non avrebbe corso, Giada avrebbe guardato. Giada avrebbe prestato soccorso.

Nel pomeriggio di lunedì Varese le darà l’ultimo saluto. Ma sono molti gli amici, i compagni di scuola, che vorrebbero organizzare qualcosa in nome della ragazza. Varese non vuole dimenticare l’accaduto.