I laboratori dell’innovazione Viaggio nel tessile creativo

Tessuti innovativi e dispositivi rivoluzionari per la merce o prodotti finiti: l’appuntamento di questo mese della Camera di Commercio per il ciclo “Venti dell’Innovazione” che si è svolto oggi, giovedì, era dedicato al tessile.

Appuntamento “on the road”: il percorso, a sua volta innovativo, ha portato 40 imprenditori del tessile prima al Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento (Centrocot) di Busto Arsizio, poi al laboratorio RFId “Lab#Id” dell’Università Cattaneo Liuc di Castellanza, con diverse testimonianze aziendali. Il Centrocot ormai non è solo una realtà varesina: dai laboratori alle certificazioni (marchio CE, UV Standard, Comfort) è una delle maggiori a livello europeo e mondiale.

«Le innovazioni maggiori arrivano dalle aziende del meccano-tessile – dice il direttore generale Grazia Cerini – macchine di elevato livello tecnologico che riescono a produrre filati e tessuti di grande innovazione. Il nostro è un lavoro di ricerca al fianco di aziende, da quelle che hanno necessità di sapere come realizzare un prodotto per l’export e quali canoni rispettare in etichetta, a quelle che producono indumenti e supporti per la protezione personale e capi tecnici per lo sport, la nostra più nuova divisione».

Tessili “intelligenti”, fibre al vetro e al carbonio, e la vera novità è il tessuto tetrassiale (trama, ordito e due diagonali) che garantisce resistenza in ogni direzione. Intanto il classico codice a barre sembra quasi preistoria: nel tessile i dispositivi su cui fa ricerca il laboratorio RFId sono i “tag”, un chip che contiene tutte le informazioni del prodotto, dalla merce al negozio. E i tag sono possono essere collocati ovunque, anche all’interno di in uno scaffale che “sa” quando un prodotto sta per terminare.

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