Furto al centro Caritas di Sant’Ambrogio: rubano vestiti, cibo e stoviglie. »Hanno violato un santuario. Ma chi lavora con i poveri non si arrende certo per fatti come questo» spiega don Marco Casale, responsabile Caritas e cappellano del carcere dei Miogni.
Il colpo messo a segno l’altra notte. I ladri hanno prima divelto il raccoglitore di abiti usati in metallo: hanno rubato capi d’abbigliamento maschile.
Non paghi, passando dal tetto del centro di raccolta dopo aver divelto parte della copertura in lamiera, si sono introdotti nella struttura mettendo a soqquadro i sei locali in cui lo spazio è suddiviso. Hanno passato al setaccio ogni angolo.
Prelevando altri vestiti, sempre da uomo tra pantaloni, maglie e giacche, e cibo. Hanno saccheggiato praticamente tutto: generi alimentari, tra pacchi di pasta e scatolame, bevande, sughi, prodotti per l’igiene personale.
Sino a questo punto si potrebbe ipotizzare un furto dettato dal bisogno: vestiti e cibo sottratti da chi magari non ha nulla. Anche se, verrebbe da obbiettare, la Caritas aiuta proprio i più poveri: vestiti e cibo sono per gli indigenti.
Quindi il ladro per necessità non dovrebbe neanche rubare: gli basterebbe chiedere e gli verrebbe dato senza bisogno di commettere un reato. A lasciare dubbiosi sul furto dettato dall’indigenza, inoltre, c’è un altro dettaglio: i ladri hanno anche rubato piatti, bicchieri e pentole.
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