I nuovi poveri sono le famiglie di separati e il ceto medio rimasto disoccupato. Non sono solo le richieste di sostegno alle strutture di carità ad essere in continua crescita, ma aumentano anche quelle per un alloggio popolare e la disperazione dilaga.
Qualche numero per capire la gravità della situazione: sono quasi 750 solo le famiglie che ricevono un aiuto dal Banco Alimentare. Il 10% in più rispetto allo scorso anno e quasi il 30% in rapporto al 2010.
Un numero esagerato, ma ancora nulla rispetto a quello definitivo che si ottiene sommando tutti i nuclei familiari e le singole persone che le altre strutture di carità cittadine sostengono.
Sono migliaia e sono sempre di più italiani che hanno dato letteralmente fondo ai risparmi.
«Persone umili che arrivano da noi con fatica e dopo un lungo percorso sofferenza – spiegano dall’associazione Nonsolopane – famiglie in cui i genitori hanno perso entrambi il lavoro, ma soprattutto ex mogli cui non vengono più passati gli alimenti o ex mariti che non riescono a sostentarsi dovendo pagare due affitti e gli alimenti».
I cosiddetti “nuovi poveri”. Uomini e donne che da tre anni a questa parte hanno subito prima riduzioni di stipendio e poi hanno definitivamente perso il posto senza riuscire più ad inserirsi nel mercato del lavoro.
«Non sono persone abituate a vivere nell’indigenza – continuano – E a noi, oltre ad un aiuto per fare la spesa, chiedono un lavoro. Vogliono rimettersi in gioco e fanno di tutto per farlo, ma purtroppo non è facile ricollocarsi. Proprio per questo, chi ci chiede aiuto spesso si trova in difficoltà anche nel mostrare il proprio bisogno. Noi rispondiamo cercando di comprendere, prima ancora di aiutare».
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