– Occhi puntati sul progetto di legge regionale Manifattura Diffusa 4.0. Ieri in Regione Lombardia si è riunita infatti la commissione Attività Produttive che ha in mano la partita e, in audizione, era presente anche Mauro Colombo direttore generale di Confartigianato Varese, in veste di rappresentante di Confartigianato Lombardia.
Si tratta di un testo che ci vede assolutamente concordi perché parla di manifattura diffusa e di innovazione e si focalizza su quattro pilastri che devono contribuire a fare da facilitatori rispetto alla rinascita del settore manifatturiero.
Nel provvedimento regionale si parla di risorse economiche che potranno essere messe sul piatto, sotto forma di bandi e finanziamenti al fine di incoraggiare l’innovazione nelle aziende. Ma si parla anche di formazione e condivisione dei saperi e di internazionalizzazione, perché occorre guardare a una dimensione di mercato che va al di là dei confini nazionali già quando si pensa al prodotto finale. Infine, anche se può apparire strano, si parla di semplificazione burocratica e amministrativa.
La semplificazione e la sburocratizzazione significano liberare risorse, economiche e di tempo, da investire diversamente e quindi da mettere a frutto per raggiungere obiettivi di miglioramento produttivo e organizzativo.
Credo che una normativa di questo genere abbia l’obiettivo di creare le condizioni per favorire un contesto di sviluppo rispetto a quello che già accade oggi all’interno delle nostre imprese, che stanno sperimentando nuove modalità produttive e nuove relazioni. In altre parole, come ho detto, si tratta di fare da facilitatore rispetto alla situazione attuale.
La manifattura diffusa è già un tratto distintivo del le nostre imprese che hanno un alto grado di specializzazione a cui si accompagna già, proprio in virtù dell’alta specializzazione, la capacità di fare rete.
Il saper fare tradizionale che è patrimonio dell’artigianato si accompagna sempre più a una spiccata attenzione per l’innovazione, ma il fattore umano resta fondamentale nel determinare i processi e nel compiere lo sforzo creativo necessario. Dietro alle stampanti 3D e all’utilizzo di software sempre più sofisticati resta comunque l’ingegno capace di ideare e programmare. Il processo creativo insomma resta artigianale.













