I rifiuti di Varese si pagano a peso d’oro

I rifiuti di Varese si pagano a peso d’oro

VARESE Varese non è certo come Salerno, in fatto di rifiuti, come sostenevano i cartelli pubblicitari con cui Aspem ha tappezzato la città poche settimane fa. Da un certo punto di vista meno male, visto che per una famiglia tipo di tre persone con una casa di 100 metri quadrati, la Tia dei salernitani è decisamente superiore a quella dei varesini: 421 euro annui contro i nostri 257. Ma Varese resta una delle città dove per i rifiuti si paga di più, soprattutto in Lombardia, dove è seconda dietro a Milano: sotto la Madonnina, infatti, la Tia arriva a 262 euro l’anno.Lo racconta il dossier rifiuti dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza attiva, che ha portato avanti un’indagine approfondita, confrontando prezzi e tariffe regione per regione. Le variazioni sono notevoli, e Varese brilla per i rincari, soprattutto nel lungo periodo: tra le città lombarde, ad esempio, in cinque anni i varesini hanno visto aumentare la tariffa rifiuti del 21,8%. Più di noi hanno fatto solo Lecco, dove è cresciuta del 29%, e Cremona col 26,5%. A Milano, Lodi e Como, invece, i costi per le famiglie sono rimasti invariati. Varese, comunque, resta nettamente al di sopra della media regionale, fissa a 202 euro. Un valore che è comunque cresciuto dell’1,3% in un anno e quasi del 10% in cinque anni. E siamo anche tra i fortunati: la media nazionale, infatti, è di 246 euro annui per famiglia tipo, e la Campania è la regione con la tassa rifiuti più alta: ben 378 euro annui. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti, la situazione si differenzia a seconda della zona d’Italia presa in

considerazione: il Sud ne produce di meno ma gli costano di più, visto che in media, per pagare la bolletta dei rifiuti si spende di più nelle regioni del meridione (264?), seguono le regioni centrali (252?),e il Nord Italia (228?) con un +2,2% rispetto al 2010 (+12% rispetto al 2007). Di contro, è il Centro che registra la media più elevata in quanto a produzione pro capite di rifiuti: 604 kg, seguito da Nord (530kg) e Sud (493 kg). I virtuosi della raccolta differenziata sono le regioni del Nord, nettamente avanti (48%, sostanzialmente in linea con quanto stabilisce la legge) rispetto a Centro (25%) e Sud (19%). In questa classifica, Varese è presa in considerazione a livello regionale. I varesini producono 516,3 chili di rifiuti all’anno a testa: noni in classifica regionale, dove spiccano i bresciani con 732,8 chili a testa l’anno. La loro, però, è una la tariffa più economica della regione, con 134 euro annui. Il dato positivo per la città giardino arriva quando si prende in considerazione la raccolta differenziata: nel 2010 abbiamo raggiunto il 48,9%, aumentando del 2% la differenziazione rispetto al 2009. Meglio di noi hanno fatto solo Sondrio, che sfiora il 58%, Lecco con il 53,8%, e Bergamo, che differenzia il 51,7% della raccolta. I valtellinesi hanno raggiunto il lusinghiero risultato con un enorme sforzo, che li ha portati a differenziare, nel 2010, ben il 7,9% di rifiuti in più.I varesini hanno ancora molto da lavorare, e le campagne Aspem di sensibilizzazione sul tema promettono di non lasciare cadere la sfida per battere tutti i record di ecologia. Anche se ora, però, ne soffre il portafogli.

s.bartolini

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