Roma, 24 mar. (Apcom) – Il presidente dei vescovi italiani si schiera a difesa del Papa, torna sulle polemiche sull’aids e l’uso del preservativo, ricorda l’altra polemica recente (sui lefebvriani gli sono state fatte “accuse maldestre rivolte con troppa noncuranza”), denuncia “irrisione e volgarità” contro Benedetto XVI, contrattacca. Alla vigilia del voto in Senato sul testamento biologico, poi, il cardinale Angelo Bagnasco chiede che il Parlamento approvi “senza lungaggini o strumentali tentennamenti” una legge che, nel ricordo di Eluana Englaro, “preservi il Paese da altre analoghe avventure”.
“Non accetteremo – ha detto il porporato aprendo ieri i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani (23-26 marzo) – che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso”. Ratzinger è rientrato nella serata di ieri da una settimana in Camerun e Angola. Ad attenderlo, un sit-in di una cinquantina di persone promosso dai radicali, subito fuori dai confini tra Italia e Vaticano, per protestare contro le sue posizioni sui condom (‘Stop Aids, stop Vaticano, stop violenze’ è uno degli slogan). Il viaggio del Papa, ha affermato Bagnasco, “fin dall’inizio è stato sovrastato nell’attenzione degli occidentali da una polemica – sui preservativi – che francamente non aveva ragione d’essere”. Gli fa eco l”Osservatore romano’, secondo il quale la “polemica mediatica” contro il Papa è stata “pretestuosa, infondata e tutta europea sui metodi di contrasto dell’aids”. E proprio contro l’Europa punta il dito Bagnasco. Le proteste dei governi di Francia e Germania, le critiche dall’Unione europea, il sit-in a Notre-Dame, a Parigi, con tanto di distribuzione di condom non sono andate giù al presidente dei vescovi italiani. “Non ci si è limitati ad un libero dissenso – scandisce – ma si è arrivati ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici. L’irrisione e la volgarità – aggiunge – non potranno far mai parte del linguaggio civile, e fatalmente ricadono su chi li pratica”.
Con parole altrettanto inflessibili Bagnasco collega quella sui preservativi ad un’altra polemica nei confronti del Papa, quella sui lefebvriani.
Ma è sull’attualità politica che Bagnasco è più concreto. Il
presidente dei vescovi parte dal caso di Eluana Englaro. A far
morire la donna in stato vegetativo per 17 anni è stata, per il
porporato, una “operazione tesa ad affermare un ‘diritto’ di
libertà inedito quanto raccapricciante, il diritto a morire”.
Iniziativa, oltretutto, presentata con un “ammanto di pietà”.
Poi, dopo essersi lungamente soffermato sulla vicenda di Eluana,
l’affondo: è necessario, spiega, trasformare lo “sgomento” in
“riscatto”. Tradotto in termini parlamentari: “Approntare e
varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un
inequivoco dispositivo di legge che – in seguito al
pronunciamento della Cassazione – preservi il Paese da altre
analoghe avventure”. E’ la bocciatura senza appello a ogni
ipotesi di moratoria, che da giorni aleggia tanto
nell’opposizione quanto nella maggioranza. Ed è l’avvertimento
contro ogni tentazione di smagliatura nei voti segreti che, da
oggi, potrebbero emergere nel Popolo della libertà. I
maggiorenti del partito si dicono certi che non ci saranno
sorprese e il presidente del Consiglio Berlusconi ha scritto una
lettera ai suoi senatori per chiedere “lealtà”, ma meglio, per
Bagnasco, mettere i puntini sulle ‘i’. Il Senato comincerà oggi
a votare e il voto finale è previsto giovedì notte. Il ddl
passerà, a quel punto, alla Camera, e i vescovi non vogliono
sorprese.
Ska
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