VARESE (f. man.) Un milione di euro tondo tondo. A tanto ammonta la sforbiciata governativa relativa all’Ici abolita sì, per tutti, così come promesso in campagna elettorale ma, a conti fatti, pagata per una quota tutt’altro che indifferente dagli enti locali. Comune di Varese compreso. Già perché se nel 2008 avrebbe incassato dall’imposta relativa alla prima casa circa 4,7 milioni di euro, Palazzo Estense riavrà da Roma solo 3,7 milioni. Un dato messo nero su bianco dal ministero dell’economia ma che, curiosamente, non compare nel bilancio che sta discutendo il consiglio comunale. La circostanza non è sfuggita ad Alessandro Alfieri (Pd) che, già in commissione, ha sollecitato un chiarimento ai tecnici e alla giunta: «Siamo di fronte a una forzatura politica che non ha precedenti e che appare grave anche sotto il profilo contabile – spiega Alfieri – l’amministrazione sa bene che riceverà solo 3,7 milioni e non si capisce perché ha messo a bilancio un milione in più: si rinviano i tagli a una fase successiva forse solo per evitare di dire ora che il governo di centrodestra ha pesantemente ridotto i trasferimenti ai comuni».La vicenda sarà uno degli argomenti che spenderà l’opposizione per contrastare in aula l’approvazione del documento. E dire che, al di là del milione che balla al capitolo Ici, non è stato facile far quadrare i conti. Diversamente la giunta non avrebbe inserito un piano di alienazioni che vale oltre 5
milioni e in cui spicca un gioiellino come il Castello Manfredi, acquistato solo pochi anni fa dalla giunta Fumagalli (l’eventuale incasso servirà del resto per estinguere il mutuo).«Presenterò un ordine del giorno – continua Alfieri – per far sì che, perlomeno, la giunta dia il buon esempio nella fase dei tagli rinunciando all’indennità e ad ogni genere di emolumento, forse il sacrificio non basterà a raggiungere il milione di euro che bisognerà recuperare ma a questo punto servirà a salvare la faccia degli amministratori».«E’ vero, in effetti era stata annunaciata ad un tavolo Anci questa riduzione dei trasferimenti da parte dello stato e infatti è stata una delle problematiche nella stesura del bilancio – ribatte l’assessore al bilancio, il forzista Ciro Grassia – il problema è che il Ministero non l’aveva ancora comunicato ufficialmente, e soprattutto non è stato precisato a quanto ammonterà questo taglio: non avendo niente di sicuro abbiamo dovuto mettere a bilancio il 100%. Ricordo però che nella voce dell’ici è compreso tutto, sia quello sulle prime che sulle seconde case, mentre l’importo che ci dovrebbero trasferire comprende solo quello che non abbiamo incassato dalla tassa sulla prima. La comunicazione comunque potrebbe arrivare già oggi e vedremo cosa ci hanno trasferito da Roma, certo è che avere un importo sarà minore di quello previsto sarebbe un problema. Dovremo fare dei tagli di bilancio, non so dire ancora su cosa, ma non ci sono alternative».
e.marletta
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